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Pestato in carcere l’assassino reo confesso di Elena Serban Raluca: l’aggressione a Gabriel Falloni

Il 36enne è stato trasferito in ospedale per accertamenti dopo l’aggressione, avvenuta nella sezione comune.

arrestato killer Elena

La vittima era stata trovata senza vita nella sua abitazione ad Aosta. Falloni è finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà.

L’omicidio di Elena Serban Raluca

Era il 17 aprile scorso quando Elena Serban Raluca, 32enne originaria della Romania, era stata trovata senza vita in un appartamento al primo piano in viale Partigiani, ad Aosta.

Ad ucciderla un fendente mortale alla gola, probabilmente inferto con una coltellata.

A lanciare l’allarme quella mattina era stata la sorella, che non ricevendo risposta alle continue chiamate, aveva deciso di partire dalla Toscana alla volta di Aosta, per cercare la sorella.

Giunta sul posto, aveva poi scoperto il cadavere di Elena ormai senza vita.

Il killer di Elena pestato in carcere

Il 21 aprile è arrivata la svolta nelle indagini per la morte di Elena Serban Raluca, con l’arresto del suo presunto killer.

Si tratta di Gabriel Falloni, 36 anni, originario di Sassari, da tempo residente ad Aosta.

Dopo il delitto, l’uomo aveva lasciato la città, cercando probabilmente di rientrare in Sardegna.

Il 36enne aveva già diversi precedenti per violenza sessuale. Nel 2014 Falloni, che sui social si fa chiamare Gabry Neno, era stato condannato dal Tribunale di Sassari a 4 anni di carcere per aver tentato di violentare una ragazza, che aveva attirato con una finta offerta di lavoro.

Come riferisce anche Leggo, due anni prima di quell’episodio era stato denunciato da 2 prostitute per averle picchiate e rapinate dopo un rapporto sessuale.

Anche in questo caso era stato condannato.

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Dopo il delitto, Gabriel Falloni aveva cambiato anche l’immagine del profilo su Facebook, togliendo la sua foto.

Non è ancora chiaro il movente del delitto, ma dalla modalità dell’uccisione sembra un’esecuzione, forse un “regolamento di conti”.

Qualche settimana fa il 36enne aveva ammesso di aver ucciso Elena Serban Raluca.

“IL MIO ASSISTITO HA SENTITO L’ESIGENZA FORTISSIMA DI FORNIRE LA SUA VERSIONE DEI FATTI, QUINDI ABBIAMO FISSATO UN INTERROGATORIO CON IL PM ED È ARRIVATA LA CONFESSIONE. SOSTANZIALMENTE, SI È LIBERATO DI UN PESO CHE SENTIVA FORTISSIMO”

aveva spiegato il legale a seguito della confessione.

Sul movente del delitto è ancora mistero. La modalità con cui la giovane vittima è stata uccisa non sembra confermare la pista passionale, ma gli inquirenti stanno indagando a 360° per accertarlo.

L’aggressione in carcere

L’uomo, che si trova nel carcere di Brissogne, qualche giorno fa ha subito un’aggressione da parte di un gruppo di detenuti nella sezione comune, che lo hanno colpito con calci e pugni ed hanno continuato ad infierire su di lui anche quando era già a terra.

Trasferito inizialmente in ospedale, non si è reso necessario un ricovero prolungato.

Una volta terminate le visite nel nosocomio, è tornato nel carcere di Brissogne.

Falloni era stato posto inizialmente in isolamento, per via del crimine commesso. I detenuti che si macchiano di crimini contro le donne e i bambini sono mal visti dagli altri e rischiano spesso aggressioni, quindi si era deciso di porlo in isolamento nella casa circondariale.

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Dopo qualche tempo aveva chiesto di essere spostato nella sezione comune, dove lo scorso mercoledì pomeriggio è stato aggredito da altri detenuti.

Il pestaggio è finito quando gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti.