Omicidio Saman Abbas: spuntano le intercettazioni della madre Nazia

Continuiamo a parlare di Saman Abbas, la ragazza pachistana uccisa dai familiari e occultata nel Po.

Nazia e Saman
Nazia e Saman – LettoQuotidiano.it

Spuntano nuovi dettagli in merito alla vicenda, gli ultimi riguardano le intercettazioni verso la madre Nazia.

L’omicidio di Saman Abbas

Prima di approfondire i nuovi dettagli in merito all’omicidio della 18enne pachistana che abitava a Novellara con la famiglia, facciamo un passo indietro.

Partiamo dall’inizio, precisamente dal 30 aprile del 2021, quando la ragazza scomparve nel nulla dopo essere andata a far visita ai genitori.

Non viveva più con loro dall’ennesima fuga a causa di un matrimonio combinato al quale si era ribellata rivolgendosi alle forze dell’ordine.

Così, era stata inserita presso una struttura protetta a Bologna perché ovviamente, matrimoni di questo tipo sono illegali in Italia e addirittura la giovane ha raccontato che non era la prima volta che veniva costretta a sposare un uomo più grande.

La famiglia degli Abbas è stata definita più volte clan poiché sembra essere collegata alla mafia pachistana, in ogni caso, il modus operandi per togliere la vita a Saman è stato davvero terribile.

Un omicidio premeditato in piena regola che vede diverse persone coinvolte, a partire dai genitori della ragazza.

Shabbar e Nazia, questi i loro nomi, conducevano un’azienda agricola a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, insieme ad altri parenti fra cui lo zio Danish e due cugini.

Shabbar era esasperato perché sua figlia era ingestibile, aveva infatti rifiutato già un matrimonio combinato e non voleva piegarsi alla rigide regole imposte dalla famiglia.

Ma ci fu un episodio in particolare che fece scattare la rabbia nell’uomo, ossia quando Saman pubblicò su Facebook alcuni scatti in cui baciava il suo nuovo ragazzo.

Si chiama Ayub ed è un coetaneo pachistano conosciuto proprio nella struttura protettiva dove era stata collocata in seguito alla denuncia.

Così, Shabbar ha cominciato a premeditare un piano terribile per farla fuori, insieme alla moglie e al resto della famiglia.

Con un messaggio, Nazia l’ha attirata a casa e le ultime immagini delle videocamere della tenuta, mostrano Saman insieme ai genitori mentre si allontanano.

A casa rimane il fratello della 18enne, che riferirà di aver visto tornare i genitori senza Saman. Quella che all’inizio sembra una scomparsa, si rivelerà essere un tragico omicidio premeditato.

A compierlo materialmente è stato Danish, che avrebbe strangolato Saman mentre i due cugini la tenevano ferma. Poi il corpo sarebbe stato fatto a pezzi e chiuso in sacchi neri gettati nel Po.

Le ricerche e le intercettazioni

A dare l’allarme della scomparsa di Saman è stato il suo fidanzato, mai accettato dalla famiglia della ragazza, la quale si è data alla fuga subito dopo i fatti.

Le telecamere di Malpensa hanno mostrato Shabbar e Nazia dirigersi verso il Pakistan, mentre Danish e i cugini sono stati arrestati poco tempo dopo.

Danish e Saman
Danish e Saman – LettoQuotidiano.it

Inizialmente, nessuno di loro ha mai riferito nessun particolare in merito alla vicenda, infatti i Carabinieri non sapevano dove si trovava il corpo di Saman e così cominciarono a battere a tappeto l’azienda.

Con tecnologie sofisticate e cani molecolari, cercarono ovunque nelle campagne emiliane intorno alla tenuta degli Abbas ma il cadavere non venne mai ritrovato e ancora oggi non si sono tracce.

Dalle ultime intercettazioni rese pubbliche, sembra che Shabbar abbia confessato l’omicidio durante una telefonata a un parente in Italia.

Poco dopo, è emersa quella che sembra una confessione, da parte del cugino Ikram, che ad un compagno di cella ha rivelato tutti i dettagli dell’omicidio.

Ora, è il turno di Nazia, che in una conversazione in merito a questo caso ancora aperto, ha detto parole davvero sconcertanti.

Siamo ad agosto del 2021, pochi mesi dopo la morte di Saman e Nazia, parlando con il figlio, ha dichiarato che è come se lei e il marito fossero morti lo stesso giorno insieme alla figlia.

Estrapolata da una conversazione via Whatsapp, la frase è stata scritta dalla donna al fratello minorenne della giovane, testimone chiave di queste indagini poiché da subito riferì agli inquirenti tutto ciò che sapeva.

In particolare, ha indicato proprio lo zio Danish Hasnain come omicida della sorella. Questo, insieme ad altre 4 persone fra cui i genitori latitanti, sono indagate per questo reato e occultamento di cadavere.

 

 

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