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Palermo, corruzione alla discarica di Bellolampo: tre arresti

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Una mazzetta consegnata al direttore tecnico della discarica di Palermo è costata l’arresto di 3 persone.

Discarica PalermoErano giorni che gli uomini della Dia, Direzione Investigativa Antimafia, pedinavano i membri coinvolti nell’operazione. Un’attesa spasmodica fino allo scambio di mazzette avvenuto con il direttore tecnico della discarica di Bellolampo, provincia di Palermo, che ha fatto scattare gli arresti.

Questa volta ad intascare ben 5 mila euro è stato Vincenzo Bonanno, il direttore della discarica soprannominata dalla Commissione antimafia regionale “simbolo della crisi rifiuti in Sicilia”.

La Dia ha smantellato l’associazione formata dai 3

Ad intervenire e sventare l’associazione a delinquere ci hanno pensato i membri della direzione investigativa antimafia di Palermo, coordinati dal procuratore aggiunto della Dda Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudia Ferrari.

Per quando riguarda gli uomini finiti in galera, oltre Bonanno, Emanuele Gaetano Caruso, imprenditore originario di Paternò del settore dei rifiuti e Daniela Pisasale, titolare dii diverse realtà sempre del medesimo settore come Realizzazioni e Montaggi s.r.l. e Ecoambiente Italia s.r.l.

L’accusa ricevuta è quella di corruzione aggravata

Come predetto su ognuno pende l’accusa di corruzione aggravata. Per quanto riguarda la Pisasale, quest’ultima, è la compagna di Caruso ed era fisicamente presente al momento dello scambio dei soldi, avvenuto a piazza Sant’Erasmo intorno alle 13.

Dopo aver sequestrato la mazzetta, gli inquirenti hanno trovato nel mezzo di Caruso altri 13.250 euro. Inoltre, l’uomo fu già indagato una volta per un’indagine sulla mafia, ma fu successivamente prosciolto.

Finalmente, dopo diversi anni di richieste, la discarica che gestisce i rifiuti di Palermo e Ustica sarà finalmente in grado di ripartire risolvendo sopratutto i suoi problemi di gestione.