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Omicidio Marco Vannini, Martina Ciontoli dal carcere: “Quando usciamo? Voglio andare via da qui”

La ragazza è stata condannata insieme ai suoi familiari per la morte del giovane bagnino di Ladispoli, ucciso da un colpo di pistola la notte del 18 maggio 2015.

Martina Ciontoli, parole carcere

Martina, Federico e la madre sono stati condannati a 9 anni e 4 mesi, per concorso anomalo in omicidio. Il reato contestato ad Antonio Ciontoli è omicidio volontario. 

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L’omicidio di Marco Vannini

Era la sera del 18 maggio 2015, quando Marco Vannini morì nella villetta di proprietà della famiglia della sua fidanzata, Martina Ciontoli.

Il ragazzo morì per un colpo di pistola esploso da Antonio Ciontoli, papà di Martina, che ha sempre parlato di una tragica fatalità.

A confermare la teoria dell’incidente anche gli altri componenti della famiglia Ciontoli.

Nel processo di primo grado, Antonio Ciontoli fu condannato a 14 anni di carcere.

Marco Vannini, bagnino 21enne di Ladispoli, era nella vasca da bagno quando fu raggiunto da un colpo di pistola, esploso dal papà di Martina.

Un colpo solo, che gli risultò fatale. Nessuna delle persone presenti in casa quella sera – Martina, il fratello Federico Ciontoli e la madre dei due ragazzi, Maria Pezzillo – allertò subito i soccorsi.

Quaranta minuti dopo il ferimento di Marco, arrivò la prima chiamata al 118: all’altro capo del telefono c’era Federico Ciontoli.

La madre però chiuse la chiamata, dicendo all’operatore che avrebbe richiamato, nel caso fosse stato necessario.

Sei minuti dopo la mezzanotte arriva la seconda chiamata al 118 da casa Ciontoli: a parlare questa volta è Antonio Ciontoli, che spiega all’operatore di un ragazzo che si è infortunato con la punta di un pettine.

L’ambulanza arriva 17 minuti dopo. Vista la gravità della situazione, viene allertato l’elisoccorso per trasportare Vannini al Policlinico Gemelli.

L’elicottero è costretto ad atterrare due volte per l’aggravarsi delle condizioni di Marco.

Sono da poco passate le 3 del mattino, quando Marco Vannini muore.

Le condanne ai Ciontoli

Lo scorso 3 giugno la Corte di Cassazione ha messo la parola fine ad una vicenda giudiziaria lunga 6 anni.

Gli ermellini hanno ritenuto colpevoli per la morte del giovane bagnino tutti i componenti della famiglia Ciontoli.

Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni di carcere, mentre la moglie e i due figli, Martina e Federico, sono stati condannati a 9 anni e 4 mesi ciascuno.

“CI SIAMO BATTUTI PER 6 ANNI, LA PAURA C’È SEMPRE MA CI ABBIAMO CREDUTO FINO ALLA FINE. ORA GIUSTIZIA È FATTA”

aveva detto mamma Marina alla lettura della sentenza.

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Martina Ciontoli vuole uscire dal carcere

Martina Ciontoli, che si trova nel carcere di Rebibbia insieme alla madre, Maria Pezzillo, è molto dimagrita e sarebbe molto provata dalla detenzione, come hanno fatto sapere i suoi legali.

La ragazza ripeterebbe sempre la stessa domanda:

“Quando usciamo, voglio andare via da qui. Vogliamo andare via di qui, è un’ingiustizia, non volevamo la morte di Marco”.

La moglie di Antonio Ciontoli ed i due figli sono stati condannati per non aver allertato subito i soccorsi.

Come dimostrato in seguito, se Marco Vannini fosse stato immediatamente soccorso, con molta probabilità sarebbe riuscito a salvarsi.

Federico Ciontoli e le dichiarazioni sul padre

Qualche settimana fa, Federico Ciontoli ha concesso una lunga intervista al quotidiano La Repubblica, in cui ha chiarito la sua posizione riguardo le decisioni del padre prese la sera della morte di Marco.

“Ho SBAGLIATO a fidarmi di mio padre, MA IN QUELLA SITUAZIONE NON POTEVO FARE DIVERSAMENTE. CI PENSO TUTTI I GIORNI E TANTE VOLTE HO PENSATO SERIAMENTE DI FARLA FINITA.  PROVO RABBIA NEI SUOI CONFRONTI, È NATURALE. GLI RIMPROVERO TANTE COSE, SE NON LE AVESSE COMMESSE, ora NON SAREI QUI”

ha raccontato il ragazzo.