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Omicidio di Lecce, nel diario la confessione choc: “Avrei ucciso ancora, se non mi avessero fermato”

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Sono le parole di Antonio De Marco, lo studente finito in carcere per la morte di Eleonora Manta e Daniele De Santis.

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Le lettere scritte dal killer durante il periodo iniziale di isolamento sono state sequestrate per essere visionate.

L’omicidio di Lecce e la richiesta del rito abbreviato

Era il 21 settembre scorso quando Eleonora Manta e Daniele De Santis vennero uccisi nella loro casa di via Montello, a Lecce.

Proprio quella sera i due fidanzati avevano iniziato ufficialmente la loro convivenza. Ad ucciderli, con efferata lucidità, fu Antonio De Marcostudente universitario di Scienze infermieristiche ed ex coinquilino di De Santis.

Il giovane, che aveva ancora le chiavi di casa, li sorprese mentre erano a cena e li uccise con 60 coltellate.

Nei giorni seguenti al fermo del giovane studente, venne ritrovato un diario segreto, scritto proprio da De Marco. Da quelle pagine emergeva una forte sensazione di solitudine e tristezza, anche per il rifiuto ricevuto da alcune ragazze, con cui avrebbe voluto intraprendere una relazione sentimentale.

Lo scorso 15 gennaio, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce ha rigettato l’istanza di rito abbreviato avanzata nelle settimane scorse dai legali di Antonio De Marco.

Le lettere del killer scritte in carcere

Nuovi elementi emergono dal diario scritto in carcere da Antonio De Marco.

In alcuni passaggi di quelle pagine, il giovane studente che il 21 settembre scorso ha spezzato le vite dei due giovani innamorati, si è detto quasi felice de duplice delitto di cui si è macchiato.

“Questo omicidio è la cosa che più mi spezza: una parte di me prova dispiacere (ma solo quello), l’altra è felice di avere dato 60 coltellate, poi c’è un’altra parte che avrebbe voluto fare una strage, come se fosse stata una partita di Gta”.

Parole dure, dalle quali non emerge alcun segno di pentimento per quanto commesso, che confermano la voglia di uccidere ancora:

“Se fossi all’esterno il mio impulso di uccidere sarebbe ritornato”.

La prima udienza del processo a carico del killer di Lecce è fissata per il prossimo 18 febbraio davanti alla Corte D’Assise del Tribunale.