Home Cronaca Funivia del Mottarone, si allarga l’inchiesta: altri 11 indagati. Coinvolte anche due...

Funivia del Mottarone, si allarga l’inchiesta: altri 11 indagati. Coinvolte anche due società

Sono 14 in totale gli iscritti nel registro degli indagati per la tragedia avvenuta il 23 maggio scorso.

funivia Mottarone

Lo scorso 29 maggio, nel carcere di Verbania, si sono tenuti gli interrogatori del gip dei primi 3 indagati per la tragedia del Mottarone, costata la vita a 14 persone ed il ferimento di un bambino di 5 anni, il piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla strage.

Le ammissioni di Gabriele Tadini

È stato il primo dei 3 indagati ad ammettere le sue colpe per la strage della funivia del Mottarone, avvenuta domenica 23 maggio.

Gabriele Tadini, l’addetto al funzionamento dell’impianto, subito dopo l’arresto ha ammesso di aver omesso le anomalie che erano emerse durante i controlli del sistema frenante della funivia.

“L’IMPIANTO IDRAULICO DEI FRENI DI EMERGENZA AVEVA DEI PROBLEMI, PERDEVA OLIO, LE BATTERIE SI SCARICAVANO CONTINUAMENTE. DOPO LA RIAPERTURA DEL 26 APRILE AVEVAMO FATTO DUE INTERVENTI MA NON ERANO STATI RISOLUTIVI: LA FUNIVIA FUNZIONAVA A SINGHIOZZO. TENERE I FRENI SCOLLEGATI PERMETTEVA ALLA FUNIVIA DI GIRARE, MAI POTEVAMO IMMAGINARE CHE LA CIMA SI SPEZZASSE. È COLPA MIA, FARÒ I CONTI CON DIO”

ha ammesso.

Eppure quella fune si è spezzata e 15 persone sono precipitate nel vuoto. Per 14 di loro non c’è stato scampo. Soltanto il piccolo Eitan, 5 anni, è riuscito a salvarsi, ma nella strage ha perso l’intera famiglia.

Gabriele Todini ha parlato agli inquirenti dal carcere di Verbania, dove si trova detenuto insieme al gestore dell’impianto, Luigi Nerini, e al direttore dell’esercizio, Enrico Perocchio.

Leggi anche –> Funivia Mottarone, la telefonata del 118 ai carabinieri: “È caduta una cabina, che casino”

Gli interrogatori

Al cospetto del gip sono stati ascoltati i primi 3 indagati.

Il primo ad essere ascoltato è stato proprio Gabriele Tadini, che ha confermato la versione dei fatti fornita nell’immediatezza dei fatti.

Il suo legale, Marcello Perillo, ha chiesto per il suo assistito gli arresti domiciliari.

Subito dopo è toccato a Luigi Nerini e ad Enrico Perocchi.

“NON SALIREI MAI SU UNA FUNIVIA CON GANASCE, QUELLA DI USARE I FORCHETTONI È STATA UNA SCELTA SCELLERATA DI TADINI”

ha detto Perocchio al gip.

“NON SONO UN DELINQUENTE. NON AVREI MAI FATTO SALIRE PERSONE SE AVESSI PENSATO CHE LA FUNE SI SPEZZASSE”

ha ribadito dal canto suo Tadini, per il quale il legale ha chiesto la misura dei domiciliari, non essendoci pericolo di fuga.

Leggi anche –> Funivia Mottarone, il piccolo Eitan ha lasciato l’ospedale: è tornato a casa con la zia

Il gestore della funivia, Luigi Nerini, anche lui ascoltato dal gip, ha invece respinto ogni accusa, specificando che la sicurezza dell’impianto sia compito degli altri due indagati.

Accolta la richiesta di incidente probatorio

Intanto, il gip del Tribunale di Verbania, Elena Ceriotti, ha accolto la richiesta di incidente probatorio chiesta dal legale di Gabriele Tadini.

L’addetto al funzionamento degli impianti è l’unico degli indagati agli arresti domiciliari.

Secondo il gip:

“La richiesta appare conforme ai requisiti di ammissibilità, dato che l’oggetto della prova si sostanzia in una perizia, che si deve ritenere estesa ad ogni possibile causa della precipitazione della cabina dell’impianto a fune”.

L’inchiesta si allarga: altri 11 indagati

Le indagini per la strage del Mottarone continuano senza sosta. Come riferisce anche La Stampa, al momento sono 14 gli indagati per la tragedia costata la vita a 14 persone.

Tra gli iscritti nel registro degli indagati ci sono le due società, Ferrovie del Mottarone e la Leitner, che gestiva la manutenzione dell’impianto.

L’elenco degli indagati

Come riporta La Stampa, di seguito l’elenco delle persone al momento indagate per la strage del Mottarone:

  •  Luigi Nerini, 56 anni, di Baveno, gestore della funivia
  • Enrico Perocchio, 51 anni, di Valdilana, responsabile della sicurezza
  • Gabriele Tadini, 63 anni, di Borgomanero, caposervizio dell’impianto, L’unico ai domiciliari dal 29 maggio scorso
  • Martin Leitner, 58 anni, di Vipiteno
  • Peter Rabanser, 34 anni, di Ortisei
  • Fabrizio Pezzolo, 54 anni, di Alpignano
  • Rino Fanetti, 48 anni, di Alagna Valsesia
  • Alessandro Rossi, 56 anni, di Torino
  • Federico Samonini, 36 anni, di Formazza
  • Davide Marchetto, 61 anni, di Torino
  • Davide Moschitti, 41 anni, di Torino
  • Anton Seeber, 48 anni, di Vipiteno
  • Società Ferrovie del Mottarone srl
  • Società Leitner spa con sede legale a Vipiteno.

Proprio Martin Leitner, dopo aver appreso dell’indagine, ha spiegato:

“Nella ferma consapevolezza di aver effettuato l’attività di manutenzione e i relativi controlli nel pieno rispetto del contratto e delle norme vigenti in materia, ribadiamo ancora una volta la nostra massima disponibilità a collaborare con gli organi inquirenti, anche con l’ausilio di periti”.

La fune spezzata

Nelle ore seguenti alla tragedia era emersa un’altra importante novità per quanto riguarda le indagini.

I periti tecnici nominati dagli inquirenti della Procura di Ivrea sono riusciti a individuare nei terreni in cui è precipitata la funivia il capo della fune spezzato.

Il punto in cui il cavo si è tranciato coincide con la parte che si trova nella morsa d’acciaio e che unisce le due estremità della fune.

In gergo viene definita testa fusa ed è tra le parti più deboli della struttura e quindi plausibilmente quella che potrebbe aver causato il disastro costato la vita a 14 persone.

Leggi anche –> Tragedia della Funivia, chi sono i 3 arrestati: hanno ammesso le loro colpe, non volevano rimandare la riapertura

Secondo le prime ricostruzioni, il cavo della funivia si sarebbe spezzato nella parte attaccata vicina alla cabina consumandosi un po’ alla volta.