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Ambasciatore Attanasio ucciso in Congo, il papà: “La nostra vita è finita, pensiamo alle bimbe”

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Nell’agguato, sulla cui dinamica restano ancora da chiarire molti punti oscuri, sono rimasti uccisi anche il giovane carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista, Mustapha Milambo.

attentato ambasciatore Attanasio

I rapitori erano armati di cinque fucili automatici kalashnikov e un machete.

L’agguato all’ambasciatore italiano

È previsto per questa sera il ritorno in patria delle salme dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci.

I due sono stati uccisi in un agguato, dalla matrice ancora poco chiara, durante una missione in Congo, lunedì mattina.

L’automobile viaggiava con un convoglio della Monusco, comprendente anche il Capo Delegazione Ue.

Attanasio è morto un’ora dopo il trasferimento in ospedale, per le gravi ferite riportate nell’agguato.

Il giovane militare è morto sul colpo. Insieme ai due italiani è morto anche l’autista, Mustapha Milambo.

“Gli assalitori, sei di numero e muniti di cinque armi di tipo Ak47 come anche di un machete, hanno esploso tiri di avvertimento prima di obbligare gli occupanti dei veicoli a scendere e seguirli nel fitto del parco, dopo aver abbattuto uno degli autisti al fine di creare il panico”

si legge in una nota diffusa dalla presidenza congolese.

Ancora tanti sono i dubbi da fugare intorno ad triplice delitto, che resta tutto da chiarire.

I rapitori avrebbero esploso diversi colpi contro il carabiniere, deceduto sul posto, e sull’ambasciatore, che è stato invece colpito all’addome.

Le Fdlr smentiscono un coinvolgimento

Le Forze Democratiche della Liberazione del Ruanda (Fdlr) hanno negato ogni responsabilità nell’attacco mortale ed hanno respinto le accuse delle autorità di Kinshasa, dichiarando la loro assoluta estraneità ai fatti.

Stando al racconto di alcuni testimoni, le divise indossate erano quelle dei ranger, che è un escamotage spesso utilizzato dai gruppi armati durante gli attacchi.

Gli assalitori si sono dati alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. Al momento l’attacco non è stato rivendicato nessuna forza politica.

Perché Attanasio era senza scorta?

Sono ancora tanti i punti da chiarire sul vile attacco costato la vita a 3 persone, tra cui l’ambasciatore italiano ed il giovane carabiniere.

Resta infatti da accertare chi abbia dato l’autorizzazione a viaggiare senza scorta in una zona ben nota per gli agguati.

Non è neppure chiaro però come le forze armate siano arrivate in quella zona sita a 15 km da Goma.

Le parole del papà di Attanasio

“In trenta secondi sono passati i ricordi di una vita, ci è crollato il mondo addosso
Sono cose ingiuste che non devono accadere. Per noi la vita è finita”

ha raccontato il papà dell’ambasciatore 43enne che lascia 3 bambine.

“Bisogna pensare alle nipoti, queste tre creature avevano praterie davanti con un padre così. Non sanno ancora cosa è accaduto”

ha concluso Salvatore Attanasio.

Proprio qualche ora prima di morire, Attanasio aveva inviato un breve video ai suoi genitori prima di partire per la missione, poi alle 12 la drammatica telefonata che gli ha annunciato la tragica morte del figlio.

Chi era Vittorio Iacovacci?

Vittorio Iacovacci, 30 anni, era a Kinshasa dallo scorso settembre e faceva parte dei militari che garantiscono la tutela della rappresentanza diplomatica italiana in Congo.

Tra pochi giorni sarebbe dovuto tornare a Sonnino, Latina. Il comune d’origine adesso vorrebbe intitolargli la locale caserma dei carabinieri.

“Era un ragazzo indescrivibile, pieno di vita, era orgoglioso di quello che faceva”

ha raccontato all’Ansa lo zio Benedetto.

Il giovane militare era fidanzato da tempo e stava programmando le nozze con la compagna per la prossima estate.

Per mercoledì sono previsti gli esami autoptici sui corpi dei due italiani.