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Covid, bollettino dell’11 febbraio: 15.146 casi e 391 morti

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Aggiornamento sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese. I dati riportati sono quelli diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi  11 febbraio 2021, con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino dell’11  febbraio

L’evoluzione della pandemia in Italia è monitorata regolarmente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report divulgato ogni giorno riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.

Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la condizione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.

Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.

Di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi: 15.146 contro i 12.956
  • Morti: 391 contro i 336 di ieri
  • Pazienti ricoverati con sintomi: -5.092
  • Pazienti in terapia intensiva: 2.126
  • Guariti: 19.838  contro i 16.467
  • Tamponi: 292.553 invece dei 310.994

Come appare dai dati, la curva dei nuovi casi è in aumento rispetto a ieri, cosi come quella riferita ai pazienti guariti è in crescita  rispetto alla giornata di ieri. Il dato dei tamponi è in diminuzione rispetto a ieri.

Gli anticorpi attivati dal coronavirus del raffreddore non difendono dal COVID-19

A causa della somiglianza nella struttura dei diversi coronavirus, si era creduto che ciò che viene indicato come la “reattività crociata“ data dagli anticorpi del raffreddore, potesse fornire una sorta di scudo nei confronti del patogeno della pandemia.

I risultati di un recente studio hanno dimostrato che questo non avviene. In sostanza essere stati esposti ai coronavirus del raffreddore non determina uno scudo immunitario in risposta alla lotta contro il SARS-CoV-2.

Non c’è una produzione di anticorpi neutralizzanti, tuttavia gli studiosi non escludono possa esserci una diversa protezione dovuta ai linfociti T e B.

Lo studio proviene dalla collaborazione tra vari team di ricerca, che sono arrivati alle loro considerazioni alla fine delle analisi eseguite su dei campioni di sangue fatti su pazienti prima della diffusione del covid.

Dalle analisi si è scoperto che, in moltissimi casi, nei campioni di sangue erano presenti anticorpi contro i comuni coronavirus del raffreddore. D’altra parte è una patologia non solo comune, ma anche che si può ripresentare più volte nel corso dell’anno.

Tuttavia come si legge su Fanpage, secondo un comunicato stampa che il professor Hensley, docente presso il Dipartimento di Microbiologia dell’ateneo di Philadelphia e coordinatore del team di scienziati, ha dichiarato:

“esistono possibilità che le cellule B e T della memoria preesistenti possano in qualche modo dare un certo livello di protezione o almeno ridurre la gravità della malattia di COVID-19”.

Inoltre il professore ha invitato la comunità scientifica a condurre indagini più approfondite sull’immunità cellulare, per accertarsi se questa via possa offrire una certa protezione.