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Alberto Zangrillo, chi è il medico personale di Berlusconi?

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Medico personale di Berlusconi, primario del reparto di terapia intensiva all’ospedale S.Raffaele di Milano: chi è Alberto Zangrillo?

Alberto Zangrillo biografia

Biografia del medico personale di Silvio Berlusconi e primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Raffale di Milano: chi è Alberto Zangrillo.

Alberto Zangrillo, Vita e carriera

Alberto Zangrillo è nato il 13 aprile del 1958 a Genova, Liguria. Dal 1886 è diventato dirigente medico, solo 3 anni dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano. Si è specializzato in anestesia e rianimazione.

Attualmente è il primario di terapia intensiva nell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Non ha lavorato solo in Italia durante la sua carriera, ha prestato servizio medico a Londra nel Queen Charlotte Hospital, a Barcellona nell’Hospital de la Santa Creu i Sant Paul, a Berlino (Hetzer Deutsches Herzzentrum) e infine anche a Montecarlo al Cardio-thoracic Centre of Monaco.

Alberto Zangrillo è stato autore di più di 500 pubblicazioni scientifiche tra cui una che illustra alcune storie e testimonianze dalla terapia intensiva durante la pandemia: ‘In prima linea contro il Coronavirus. Storie dai reparti Covid-19’.

Ricopre molte cariche illustri nel mondo della sanità: è Presidente della Commissione del Ministero della Salute per la Pandemia Influenzale, membro della Commissione di Bioetica del Ministero della Salute e vice Presidente della Commissione Nazionale Ricerca Sanitaria. È anche stato investito del ruolo di Presidente della II Commissione del Consiglio Superiore di Sanità.

Medico personale di Berlusconi da 30 anni

Alberto Zangrillo da 30 anni segue da vicino Silvio Berlusconi, è il suo medico personale ufficiale. Ha conosciuto il leader di Forza Italia molti anni fa proprio all’ospedale San Raffaele.

Zangrillo era al fianco di Berlusconi in molte occasioni per aiutarlo nella guarigione: quando gli lanciarono una statuetta sul viso nel 2009, quando subì una delicata operazione cardio-toracica nel 2016 e infine l’anno scorso quando cadde a Zagabria e dovette ricoverarsi a Milano.

Alberto Zangrillo è stato al fianco del politico e imprenditore italiano anche durante il ricovero per polmonite bilaterale dopo aver contratto il Coronavirus.

Si legge su PoliceMarkerMag.it che il primario fu davvero molto scrupoloso per assicurare al leader di Forza Italia una pronta guarigione.

Coronavirus, disputa con Galli e non solo

Non sono state poche le polemiche che hanno aleggiato intorno alla figura di Alberto Zangrillo durante la crisi pandemica.

La recente frase da lui stesso indirizzata al virologo dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, è stata:

“Mi denunci e finiamola qua.”

La diatriba tra il virologo del Sacco e il primario del San Raffaele dura oramai da mesi: Zangrillo sostiene che il coronavirus è clinicamente morto mentre Massimo Galli l’esatto opposto. Le frecciatine in merito al Coronavirus, dirette e non, continuano a sfilare in conferenze, interviste e anche sui social.

Le polemiche sui social continuano giorno dopo giorno con attacchi mirati a Zangrillo per la sua posizione in merito al Coronavirus ma lui sa difendersi egregiamente.

Si legge su IlCorriereDelloSport che le parole di Zangrillo in merito alle ultime restrizioni attuate in Italia per contenere la trasmissibilità del Covid-19 sono state queste:

È bene prendere misure coerenti e proporzionate alla realtà che stiamo attraversando.

Su Androkonos.it si apprende che sul suo profilo Twitter Alberto Zangrillo ha dichiarato che non bisogna fare lo sbaglio di confondere i soggetti positivi con quelli contagiati potenzialmente infettanti e quindi anche ammalati.

Il medico primario del San Raffaele ha puntualizzato quanto sia difficile dire le cose come stanno e nel modo giusto per farsi capire da tutti. Zangrillo ha l’impressione che ora stiano vincendo colore che hanno come obiettivo quello di terrorizzare e spaventare i cittadini più che aiutarli per superare al meglio la pandemia.