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Vaccino ad amici e parenti, Vincenzo Cesareo si difende: “Non merito questo fango”

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Il direttore sanitario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola è finito al centro di un’indagine della Procura.

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In un lungo post su facebook ha provato a difendersi, ringraziando le persone che gli hanno dimostrato vicinanza.

Le indagini e le tappe dell’inchiesta

È bufera sul direttore sanitario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola, nel cosentino, Vincenzo Cesareo.

Il medico è indagato dalla Procura per aver somministrato, senza seguire l’iter dovuto, il vaccino anti-Covid ad amici e parenti.

Le accuse però non si fermano qui: il medico è anche accusato di aver sottoposto a tamponi persone a lui vicine nelle strutture che dirige.

“Porta chi vuoi, lo facciamo a tutti, anche al gatto”

avrebbe detto al suo interlocutore durante un’intercettazione telefonica.

Cotroneo è già stato interdetto dal lavoro per un anno, per aver utilizzato l’auto aziendale per scopi personali.

Gli investigatori hanno accertato una serie di condotte illegali da parte di Cesareo.

A seguito di una lunga indagine, il medico è ora accusato di peculato e indagato per truffa e falso in atti pubblici. 

Secondo l’accusa, Cesareo avrebbe utilizzato l’auto aziendale per adempiere molte commissioni personali, tra cui pranzi e cene, anche fuori regione.

Il medico si difende

Dopo il silenzio di ieri, Vincenzo Cesareo ha deciso di pubblicare un lungo post sulla sua pagina facebook.

Una scelta fatta, non solo per ringraziare chi gli sta dimostrando vicinanza, ma anche perché, a suo dire, il fango che gli è stato buttato addosso è assolutamente immeritato.

“Molti amici mi stanno manifestando la propria solidarietà in questo momento e li ringrazio di cuore. Nella vita si cade, ma importante è rialzarsi ed io mi rialzerò, dimostrando che non merito tutto questo fango”

si legge nel post su Facebook.

Intanto, per la gravità della situazione il procuratore Pierpaolo Bruni aveva chiesto l’arresto di Cesareo, ma il Gip ha scelto l’interdizione per un anno.