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Transumanza patrimonio dell’umanità: stanziati 6 milioni di Euro per i pastori

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La transumanza diventa patrimonio dell’umanità. Stanziati 6 milioni di Euro per le comunità che la adottano

transumanza

La transumanza iscritta nella Lista del Patrimonio culturale dell’Unesco. Il ministro Costa la definisce esempio eccellente di approccio sostenibile.

La transumanza diventa patrimonio dell’umanità

È ufficiale: la migrazione stagionale degli allevamenti di bestiame, meglio nota come transumanza, diventa patrimonio dell’umanità.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, l’Unesco ha iscritto la pratica della transumanza nella lista del suo Patrimonio culturale immateriale. I Ministri Costa e Bellanova si sono detti molto orgogliosi di questo risultato.

Il Ministro dell’Ambiente ha definito la pratica della migrazione un valido esempio di approccio sostenibile. Sergio Costa ha fatto sapere che, grazie al decreto verde clima, si sono istituiti i caschi verdi per l’ambiente, una squadra speciale di esperti che avrà il compito di salvaguardare i valori dei siti che l’Unesco ha riconosciuto.

Stanziati 6 milioni di Euro per la pratica della migrazione

Per questo motivo, saranno stanziati 6 milioni di Euro, dilazionati in 3 anni, che sosterranno le comunità che mettono in atto questa pratica. Ad adottare la decisione è stato il Comitato intergovernativo tenutosi a Bogotà, in Colombia.

La Ministra Bellanova ha posto l’accento sul ruolo di primo piano che svolge l’Italia nella valorizzazione del proprio patrimonio agroalimentare e delle tradizioni.

Nel nostro Paese sono molteplici i luoghi in cui la pratica della transumanza viene ancora attuata: da Amatrice a Frosolone, da Lacedonia alla Val Senales.

Le regioni in cui è più fortemente radicata la pratica della migrazione del bestiame sono Abruzzo, Puglia, Alto Adige, Veneto, Sardegna e Campania.

L’Italia, insieme a Grecia e Austria, è abitata da pastori che conoscono molto bene l’ambiente e l’equilibrio che lo caratterizza. Il Comitato intergovernativo ha conferito all’Italia un vero e proprio primato: il nostro Paese risulta essere il primo per iscrizioni in ambito rurale e agroalimentare, scalzando indietro Turchia e Belgio.