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Lavoro, riapertura aziende e smart working come misura di prevenzione del contagio

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Smart Working, importante strumento per prevenire il contagio del virus

Anche se le aziende riaprono, il ricorso allo smart working rimane un’importante misura di prevenzione del rischio da contagio Covid-19.

Fortemente raccomandato dai protocolli sanitari e dai documenti tecnici INAIL, lo smart working è funzionale al distanziamento sociale nei luoghi di lavoro.

Gli stessi ispettori del lavoro sono invitati a verificare che si faccia ricorso al lavoro agile in tutti i casi in cui ciò è possibile.

Se fino a poco tempo fa lo smart working era una modalità agile, originariamente limitata a lavoratori invalidi e immunodepressi (o con familiari in tali condizioni), adesso la platea è stata ampliata e include anche i genitori di figli minori di 14 anni (Dl 34/2020, articolo 90).

Molte aziende, tra cui i colossi Twitter e Facebook, hanno annunciato che faranno dello smart working, anche in futuro, la modalità ordinaria di lavoro.

Ma anche chi non intende adottare un approccio così radicale, è possibile ricorrere allo smart working uno-due giorni alla settimana e il resto della settimana in presenza.

Si tratta di verificare e valutare, caso per caso, quali siano effettivamente le necessità di presenza fisica sul luogo di lavoro, sperimentando uno smart working “ritagliato” sulle esigenze di ogni azienda.

Ciò consente di lasciare libero il lavoratore di decidere se lavorare nei locali aziendali o da casa, limitando la presenza obbligatoria in ufficio ai soli casi di effettiva necessità.

Smart Working: una scelta per i lavori del pubblico impiego

Quasi il 100% dei dipendenti pubblici vorrebbe continuare a lavorare in smart working. Ma per due terzi di loro il lavoro da casa deve essere integrato con dei rientri in ufficio organizzati e funzionali.

Per effetto delle misure per il contenimento dei contagi Covid-19, lo smart working è stato introdotto nel 98,8% delle amministrazioni pubbliche e nel 41% dei casi è accompagnato dalla presenza in ufficio a turni.

È quanto emerge dall’indagine ‘Strategie individuali e organizzative di risposta all’emergenza’ svolta da Fpa (società del gruppo Digital360) tra il 17 aprile e il 15 maggio 2020.

All’indagine hanno partecipato in totale oltre 5.200 persone, di cui l’81% (4.262) dipendenti della pubblica amministrazione.

Il bilancio dello smart working nella Pubblica Amministrazione è assolutamente positivo: l’88% dei dipendenti giudica l’esperienza di successo e il 61,1% ritiene che questa nuova cultura prevarrà anche una volta finita la fase di emergenza.

Il lavoro agile ha permesso:

  • al 34,9% di ‘lavorare in un clima di maggior fiducia e responsabilizzazione’,
  • al 45,7% di ‘avere più tempo per sé e per la propria famiglia’,
  • al 69,5% del personale della PA di ‘organizzare e programmare meglio il proprio lavoro’.

Per quanto concerne il rapporto tra colleghi, per oltre il 50% la relazione è rimasta invariata, mentre per il 20% è migliorata.

In 7 casi su 10 è stata assicurata totale continuità al lavoro.

Catalfo, lo smart working resterà, via alla trattativa con i Sindacati

Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, intervenendo a Studio24 su Rainews24, ha sottolineato che lo smart working

“è una modalità che potrà rimanere, sicuramente finché non finirà l’emergenza, è una priorità per chi ha figli minori o problemi familiari, sicuramente è un tema che necessita di una particolare attenzione più particolare”.

La stessa Catalfo ha sottolineato che si impegnerà a parlarne con le parti sociali e con i Sindacati. Il prossimo passo fondamentale è quello di dettagliare meglio la circolare Inail.

Smart Working, quando l’ufficio è nella baita

Smart Working non solo a casa, ma all’interno di una baita ai piedi nel Monte Bianco: interessante è l’iniziativa iniziativa di Alessandra Garin, che a Courmayeur ha trasformato in ‘uffici di montagna’ due antichi rifugi in legno che, prima della pandemia, erano dedicati a trattamenti estetici e cene romantiche.

Con la riapertura della struttura alberghiera, prevista il 19 giugno, osserva l’imprenditrice, le strutture saranno dotate di

“tutti i comfort che un ufficio deve poter offrire”,

dalla postazione di lavoro alla connessione Internet veloce.