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Riforma Pensioni 2021: Che ne sarà della Quota 100? In arrivo pensione di garanzia per i giovani?

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Riforma Pensioni 2021, cosa “bolle” in pentola?

Nel 2021 è in arrivo una nuova riforma previdenziale che introdurrà nuove formule di pensione anticipata in sostituzione di formule come la Quota 100, che rimane confermata come sperimentale per il triennio 2019-2021.

Tra le ipotesi di riforma Pensioni 2021 spunta la necessità di garantire un’adeguata flessibilità di uscita dal mondo del lavoro, introducendo anche dei meccanismi di premialità per le donne.

Tra le priorità spicca il nodo sulle pensioni dei giovani: l’obiettivo è quello di assicurare un assegno commisurato e proporzionale, tenendo conto delle carriere discontinue e degli stipendi bassi.

Braccio di ferro tra Governo e Sindacati che discutono sul ricalcolo contributivo: le parti sociali vorrebbero preservare la quota retributiva eventualmente maturata, per evitare penalizzazioni troppo pesanti.

Da rivedere anche i temi legati al reddito dei pensionati (quattordicesima mensilità pagata a luglio, rivalutazione assegni ecc.) e alla pensione complementare.

Nel 2021 si prevede dunque una nuova riforma pensioni con l’obiettivo di introdurre nuove forme di pensione anticipata, andando così a sostituire la formula della Quota 100, la quale resta confermata fino alla fine del 2021.

Riforma Pensioni 2021: assegno garantito ai giovani

Uno dei nodi centrali del dibattito sulla riforma pensioni 2021 è quello di assicurare una pensione dignitosa ai giovani che spesso hanno carriere precarie.

Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo segnala che:

«I dati parlano chiaro […] il Censis ha stimato che fra trent’anni in 5,7 milioni rischiano di ritrovarsi con assegni sotto la soglia di povertà».

Il Governo pensa a

“una misura grazie alla quale ragazzi con carriere discontinue possano ottenere coperture di eventuali “buchi” contributivi”.

Nel programma del Governo spunta l’ipotesi di una pensione di garanzia per i giovani.

“Nel frattempo, interverremo per mandare in porto altri interventi per assicurare ai giovani percorsi di continuità lavorativa e retribuzioni dignitose che incideranno positivamente anche sull’importo degli assegni pensionistici”,

commenta la Catalfo.

È fondamentale partire dai giovani per

«garantire loro un futuro pensionistico è per noi la priorità.

Il Governo ha condiviso le proposte contenute nella piattaforma unitaria che tra le finalità ha quella di istituire una pensione di garanzia per i giovani e i lavoratori precari.

Ora aspettiamo risposte concrete»,

commenta il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli.

Luigi Sbarra, Segretario generale aggiunto della Cisl sottolinea che è fondamentale che

“il Governo indichi quali sono le linee di indirizzo e quante risorse intende mettere in campo”.

La proposta sindacale prevede

«una soglia minima di garanzia da far crescere in proporzione al numero di anni lavorati».

Riforma pensioni 2021: Quota 100

La flessibilità in uscita sembra il tema più urgente. Il punto è che fino al 31 dicembre 2021, grazie alla quota 100, c’è una possibilità di pensione anticipata a 62 anni.

In base all’attuale legislazione Quota 100 è sperimentale fino al 2021.

Brambilla spiega:

«Quota 100 mi preoccupa poco per il 2020, perché riguarderà meno di 50mila persone».

Pertanto, Quota 100 dovrebbe vedere la sua fine allo scadere del 2021.

Fino a quel momento, salvo proroghe, possono beneficiarne i lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Per questa pensione è prevista una “finestra di uscita” di tre mesi per il settore privato e di sei mesi per il settore pubblico”.

Riforma Pensioni 2021: Quota 41 per tutti

Alcune parti politiche discutono sulla possibilità di introdurre Quota 41 per tutti, che consentirebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

Tuttavia, vista l’emergenza pandemica passare a quota 41 potrebbe fare salire la spesa a 12 miliardi già a partire dal primo anno.

Si tratta di un livello che probabilmente non sarà facile da sostenere nel nuovo mondo post pandemia.

Ai sindacati sembra piacere la quota 41 per tutti, che fa parte delle loro richieste al Governo per il dopo Quota 100.

Bisogna però pensare anche ai lavori gravosi e usuranti, ma soprattutto alle donne, che sono penalizzate da questo sistema generale delle pensioni a causa delle carriere discontinue.