Home Politica Regolarizzazione migranti, il no di Tajani e Crimi: presidente dell’Inps favorevole

Regolarizzazione migranti, il no di Tajani e Crimi: presidente dell’Inps favorevole

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Si aprono gli scontri sul tema della regolarizzazione dei migranti, già lanciata dal ministro dell’agricoltura, Teresa Bellanova.

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Arriva il no di Antonio Tajani e Vito alla richiesta di regolarizzazione dei migranti. Il presidente dell’Inps, Tridico, si è detto invece favorevole alla sanatoria.

La proposta della Bellanova

La richiesta di regolarizzazione dei migranti sta creando non pochi contrasti. La ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, ha annunciato di poter arrivare anche alle dimissioni, se la sanatoria non dovesse passare.

Secondo la Bellanova i migranti, spesso accusati di rubare il lavoro agli italiani, sono fondamentali per portare avanti alcune attività. Non solo il lavoro nei campi, ma anche l’accudimento delle persone anziane, perlopiù affidato a badanti straniere.

L’idea della Bellanova è quella di concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile poi per un’altra metà anno, per le aziende e le famiglie che provvederanno a  regolarizzare i lavoratori stranieri.

La ministra ha annunciato anche un possibile contributo per lo Stato, nonostante sia comunque evidente la concorrenza “sleale” degli immigrati nei confronti delle aziende che rispettano le regole e che non scelgono di pagare i loro dipendenti 3 euro l’ora.

Il no di Crimi e Tajani

Se da una parte il presidente dell’Inps, Tridico, di è detto favorevole alla sanatoria, dall’altra non mancano i veti sul provvedimento.

In particolare, come evidenzia anche Tgcom24, Antonio Tajani di Forza Italia e Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle hanno espresso il loro no alla richiesta di regolarizzazione dei migranti.

“Il contributo degli immigrati regolari non è irrilevante per i conti previdenziali”

ha sottolineato il presidente dell’Istituto di Previdenza.

Di ben alro avviso Crimi e Tajani. Secondo il vicepresidente di Forza Italia, sarebbe opportuno far lavorare nei campi i fruitori del reddito di cittadinanza.

Contrario anche il pentastellato Crimi:

“Per sostenere l’agricoltura dobbiamo lavorare a misure per garantire il mercato”.