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Omicidio piccolo Giuseppe a Cardito, la sorellina Noemi ancora non sa che il fratellino è morto: “Perché ci picchiava?”

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Non riesce a darsi pace Noemi, 8 anni, la quale è ancora ricoverata in ospedale, chiedendosi il perché delle botte subite. La bambina è al momento ignara della morte del fratellino Giuseppe.

Vincenzo Tipo, il medico che ha soccorso la piccola Naomi: “E’ la cosa più raccapricciante a cui ho assistito”

Sono le parole del Dottor Vincenzo Tipo, che lo scorso 26 Gennaio ha soccorso Naomi, 8 anni, la sorellina del piccolo Giuseppe assassinato dal patrigno, Tony Sessoubti Badre, 24 anni, con calci e pugni, per aver rotto la sponda del letto nuovo mentre giocava. L’aggressione secondo la ricostruzione dei fatti sarebbe avvenuta in seguito ad una furiosa lite con Valentina, madre naturale dei bambini.

Il Dottor Tipo, ancora sconvolto dall’accaduto ha rivelato, di non aver mai visto dei bambini in quelle condizioni, in tanti anni di lavoro in Pronto Soccorso. Ecco il drammatico racconto del medico:

“Lavoro in pronto soccorso pediatrico da trent’anni, pensavo di averle viste tutte ma quello che ho visto ieri è la scena più raccapricciante a cui ho mai assistito”

poi prosegue raccontando i particolari agghiaccianti della condizioni della piccola Naomi al suo arrivo in Ospedale, davvero critiche:

“Aveva il volto tumefatto ma soprattutto sangue sul cuoio capelluto, tutte ferite compatibili con l’ipotesi di percosse. Il sangue sulla testa ci ha fatto sospettare lesioni interne e quindi abbiamo sottoposto la bimba a tac e radiografie. In due ore abbiamo svolto tutte le analisi che ci hanno rassicurato sul fatto che si trattasse solo di ferite superficiali”

Secondo quanto riportato dal corriere della Sera, la bambina sarebbe ancora ignara della morte del suo fratellino Giuseppe. Spetterà ad una equipe di psicologi, dare alla bambina la tragica notizia. Naomi, attualmente ricoverata all’Ospedale Santo Bono di Napoli, non riesce a dari pace, e si interroga continuamente sul perchè delle botte, raccontando a tutti delle violenze che lei e il fratellino subivano dal compagno della madre, Valentina, che la piccola potrà rivedere solo dopo l’interrogatorio della donna con gli inquirenti:

“saranno gli psicologi a doverglielo spiegare, a doverle far capire che una spiegazione non c’è, almeno non ce n’è una che, nel candore dei suoi otto anni, lei possa comprendere. Di che cosa è successo a Giuseppe, invece, non si parla, in quella stanza. Non è il momento. Verrà il tempo per dirle che il fratellino non c’è più ma ora è troppo presto”

Il Primario di Otorinolaringoiatria Nicola Mansi, il quale ha operato la piccola Noemi, rimasta lesionata dalle percosse ha annunciato che al momento il quadro clinico della piccola è in “netto miglioramento” e che sarà li ricoverata sino a che non si sgonfierà l’edema sul suo dolcissimo volto.