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Lucca, arrestato dai carabinieri commerciante all’Esselunga

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L’uomo avrebbe cercato di contrabbandare oltre 400 euro di merce dall’Esselunga di Lucca.

Lucca
L’uomo ha diverse accuse a suo carico.

E’ stato arrestato ieri dai carabinieri un 40enne residente a Lucca, noto per essere un commerciante. Sfortunatamente però, questo non era l’unica attività a cui si dedicava l’uomo, spesso coinvolto in operazioni poco cristalline.

Fra la refurtiva alcolici, alimentari e strumenti elettronici

A causargli l’arresto, ad esempio, il tentativo di asportare oltre 400 euro di merce dall’Esselunga di Marlia, nota catena di supermercati. Tra la refurtiva adocchiata dal 40enne ci sarebbero stati beni elettronici, alimentari e superalcolici.

Il tutto si è svolto in prossimità dell’orario di chiusura quando l’uomo munito di carello si è avvicinato al dispositivo presto spesa. Con un carrello zeppo di prodotti, quindi, l’uomo avrebbe pagato solamente 100 euro attirando l’attenzione dei commessi.

Il personale predisposto alla vigilanza dell’Esselunga, quindi, avrebbe avvertito le forze dell’ordine che subito si sono precipitate sul posto. Quest’ultimi, infatti, ispezionando il carrello del 40enne hanno notato molti altri prodotti, da un valore complessivo di 420 euro, nascosti in mezzo a quelli regolarmente acquistati.

Il processo contro l’uomo avverrà lunedì 8 febbraio

Per questo motivo, quindi, l’uomo è finito in manette e contestualmente ammesso al regime degli arresti domiciliari in attesa del processo con rito direttissimo fissato per lunedì 8 febbraio.

Per sfortuna dell’uomo però, questo non sarà l’unico processo ad attenderlo a breve. Il lucchese, infatti, ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari che fa riferimento a diversi reati.

Nello specifico l’uomo, oltre per l’episodio del supermarket, è indagato per truffa, violazione di domicilio, modifica della destinazione d’uso di immobili, e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I reati, inoltre, sarebbero stati effettuati con l’agenzia immobiliare di cui è proprietario, anche se il tutto sarebbe intestato alla madre malata. Attraverso questo sistema, infatti, l’uomo forniva abitazioni ad extracomunitari ignari delle normative da seguire.