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Influenza, scatta l’allarme: picco atteso per le vacanze di Natale

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Sono già 152 mila gli italiani a letto con l’influenza e scatta l’allarme: il picco è previsto durante le feste di Natale.

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L’influenza potrebbe sabotare le vacanze natalizie tanto sospirate, a moltissimi italiani.

Il perché dell’allarme influenza

Se l’anno scorso il picco dell’influenza si è registrato tra gennaio e febbraio, quest’anno si potrebbe subire un anticipo. Un anticipo che coinciderebbe proprio con le feste natalizie. A comunicarlo, Influnet nel suo ultimo bollettino.

Ad essere riportati, i dati dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità e ad essere più colpite saranno le regioni di Piemonte, Lombardia, Abruzzo e Trento. Le altre regioni vedranno un’influenza al di sotto della soglia base.

L’influenza quest’anno ha iniziato a colpire gli italiani sin da ottobre, in cui sono stati 767000 i casi segnalati fino ad oggi. Si tratterebbe di una media di 2,52 casi per mille assistiti. I pazienti più a rischio sono i bambini e gli anziani.

Si parla di picco durante le feste natalizie non tanto per le condizioni climatiche più rigide ma soprattutto perché si tende a stare di più in ambienti chiusi, tutti insieme. In questi ambienti, infatti, le possibilità di contagio si moltiplicano vertiginosamente.

Ritardi nei vaccini

Medici di base e pediatri lamentano dei ritardi nei vaccini anti influenzali. In particolare, gli ultra sessantacinquenni, sarebbero parecchio reticenti a vaccinarsi. Una tendenza che interesserebbe non solo l’Italia ma tutta l’Unione Europea. Stando ai dati Eurostat, infatti, soltanto il 44% degli over 65 si vaccinerebbe.

Una copertura, quella vaccinale, che non riguarda soltanto gli anziani. Come si legge da Il Messaggero, il direttore del laboratorio di Virologia Molecolare presso l’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia, Giovanni Maga ha affermato:

 “La copertura nazionale sulla popolazione generale negli ultimi anni è ferma intorno al 15 per cento e negli ultimi 20 anni non ha mai visto superare la soglia del 19 per cento. Si spera che vada meglio quest’anno ma per raggiungere gli obiettivi ottimali sarebbe necessario un drastico aumento che al momento purtroppo non si vede”.