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Germania, ha proposto di sparare ai migranti: ‘Oppure li gasiamo, come vuoi’

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Partito tedesco estrema destra licenzia suo portavoce a Bundestag per razzismo e xenofobia. Ha proposto di sparare ai migranti o di gasarli.

bandiera nazionale germania

Il Partito di estrema destra tedesco Alternative fur Deutschland ha licenziato il suo portavoce.

L’uomo ha espresso dichiarazioni xenofobe e razziste in un’intervista, parole inaccettabili per il partito.

Portavoce xenofobo licenziato

Il gruppo parlamentare Alternative fur Deutschland ha compiuto un atto di licenziamento immediato nei confronti del suo portavoce, Christian Luth, dal Bundestag.

L’uomo colpevole di xenofobia e razzismo ha espresso un pensiero inaccettabile durante un’intervista. Si è espresso in materia di migrazione e migranti con parole orribili e per nessuna ragione tollerabili dal partito.

Luth a Febbraio scorso ha rilasciato un’intervista per un documentario che è stato trasmessa ieri sull’emittente televisiva ProSieben. Durante l’intervista ha proposto chiaramente di ‘gasare’ i migranti che mettono piede in Germania.

Come si è espresso il partito Alternative fur Deuschtland in merito alle dichiarazioni di Luth:

parole inaccettabili!

La decisione di licenziare Luth è stata annunciata dall’ex leader del partito Alexander Gauland parlando con la Dpa.

Proposta di gasare o sparare ai migranti

Si legge su Il Fatto Quotidiano che Christian Luth, 44 anni, durante l’intervista ha espressamente dichiarato al giornalista:

noi possiamo sempre sparargli dopo, non è un tema, oppure li gasiamo, come vuoi. Per me è uguale!

Dalle sue parole si evince perciò che per il portavoce si potrebbe senza problema sparare o gasare, quindi dare fuoco o asfissiare col gas, tutti i migranti che varcano il territorio nazionale.

Il nuovo piano UE per gestire al meglio l’immigrazione non è decisamente in linea con il pensiero di Christian Luth.

Nella medesima intervista ha anche aggiunto che in un peggiore stato si riversa il paese e meglio sarà per il partito Afd.

Tutte affermazioni completamente inaccettabili che hanno spinto immediatamente il partito a licenziarlo ed allontanarlo dal Bundestag.

La lampante decisione, dopo la messa in onda del documentario, di discostarsi da queste dichiarazioni xenofobe da parte del partito gli ha permesso di riscuotere più consensi. Nelle elezioni federali del 2017 ne aveva persi a causa delle accuse di razzismo, antisemitismo e xenofobia per le posizioni di alcuni membri.

La trasmissione televisiva che ha mandato in onda le parole di Luth non aveva specificato che fosse lui l’autore di cotanto razzismo e antisemitismo. Hanno cercato di preservare la sua identità ma i media lo hanno subito riconosciuto riportando le informazioni al partito.

Gaauland ha ribadito pubblicamente che dichiarazioni ascritte al signor Luth sono totalmente inaccettabili e in nulla concordi con gli scopi della politica dell’Afd.