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Migranti, nuovo piano Ue: ricollocamenti non obbligatori

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Nuovo pacchetto dell’Unione europea su asilo ed immigrazione. Imposti ricollocamenti e rimpatri per le persone salvate in mare.

patto migranti Ue

I governi contrari alla solidarietà potranno evitare di ospitare i naufraghi, ma dovranno farsi carico del rimpatrio di una parte di loro.

Il nuovo piano Ue su migranti ed asilo politico

Giornata storica per l’Unione Europea. Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha infatti annunciato il nuovo piano sui rimpatri e ricollocamenti dei migranti.

Il pacchetto prevede in primis che le persone salvate in mare siano redistribuite tra tutti i Paesi europei. Qualora non ci fosse l’assenso da parte di alcune nazioni, ci sarebbe un’ulteriore via: se qualche governo non vorrà prendersi carico dei migranti, sarà obbligato però ad organizzare il rimpatrio delle persone non autorizzate a restare nella nazione.

Il patto deve ora ricevere l’ok dai vari Paesi membri dell’Unione Europea. Si prevede quindi un duro negoziato, che potrebbe vedere scontrarsi, da una parte, le nazioni che accolgono la richiesta di solidarietà, e, dall’altra, quelle dell’Europa centro-orientale, contrarie alla cooperazione.

“L’Ue ha già dato prova in altri settori della sua capacità di fare passi straordinari per conciliare prospettive divergenti: ora è tempo di alzare la sfida per gestire la migrazione in modo congiunto”

ha sottolineato la presidente della Commissione. Il riferimento è, ovviamente, al Recovery Fund, su cui ci sono stati accesi dibattiti, fino all’accordo.

La posizione dell’Italia

Come riferisce anche La Repubblica, per l’Italia è intervenuto il ministro agli Affari europei, Enzo Amendola, che ha assicurato la piena collaborazione del nostro Paese.

“Sarà una trattativa complessa e delicata. Ma l’Italia è in prima linea”

ha fatto sapere il Ministro.

D’altro canto anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sembra voler spingere verso la piena approvazione del patto.

La riforma annunciata da Von Der Leyen mira ad alleggerire il peso degli sbarchi di migranti sui Paesi di “primo ingresso”. Nasce quindi un meccanismo di solidarietà, che prevederà la ricollocazione delle persone salvate in mare tra i partner europei.

I governi contrari alla solidarietà, come Praga, potranno evitare di ospitare i migranti, ma sarà loro compito farsi carico del rimpatrio. Se entro 8 mesi questi stessi Paesi non saranno riusciti ad organizzare il rientro dei migranti in patria, dovranno trasferirli sul proprio territorio, in attesa che si chiuda la procedura di ritorno.