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Francia, Macron licenzia l’ambasciatrice Ségolène: lei pubblica la lettera su Facebook

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Il presidente francese Macron licenzia la ministra Ségolène Royal: in tutta risposta, lei pubblica la lettera sul suo profilo social

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Bufera in Francia: Ségolène Royal licenziata da Macron. L’ex ministra pubblica la lettera su Facebook.

Macron licenzia Ségolène Royal

Il presidente Macron ha licenziato Ségolène Royal, già ministra ed ex candidata alle presidenziali in Francia nel 2007. Come evidenzia anche Il Corriere della Sera, Ségoléne ha ricevuto una lettera di licenziamento dal Quai d’Orsay, il ministero degli affari esteri.

Nella lettera vengono spiegati i motivi della decisione, da ricercare nelle recenti contestazioni fatte al governo e alla politica francese da parte della Royal.

Proprio qualche giorno fa, la ministra francese Borne, aveva messo in guardia l’ambasciatrice dalle possibili conseguenze delle sue scelte.

“O resta ambasciatrice, o recupera la sua libertà di parola e allora non può più ricoprire quel ruolo”

era l’aut-aut lanciato da Elisabeth Borne proprio qualche giorno prima del licenziamento. L’ambasciatrice, negli ultimi mesi, aveva spesso contestato le scelte del governo francese, in particolare riguardo la riforma delle pensioni e sulla vicinanza di Macron al mondo del business. 

Le critiche all’amasciatrice di Francia

Nel mese di ottobre 2019 l’ambasciatrice Ségoléne Royal era stata molto criticata perché un’inchiesta della radio pubblica francese, Radio france, aveva messo in luce le sue mancate partecipazioni alle riunioni del Consiglio dell’Artico.

Il Consiglio è un organo che riunisce i rappresentanti degli 8 Stati che si trovano nell’Artico. Radio France aveva fatto notare come, al contrario, il predecessore della Ségoléne, Michel Rocard, partecipasse assiduamente alle riunioni.

Fu proprio in quell’occasione che l’ormai ex ambasciatrice di Francia si sentì poco appoggiata dall’esecutivo, tanto che arrivò a pensare ad un possibile complotto contro di lei.

Una rottura che oggi ha trovato la sua ufficializzazione.

“Non ho intenzione di rinunciare alla mia libertà di opinione e di espressione, garantita dalla Costituzione”

ha detto l’ex ministra.