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Fisco, a gennaio in arrivo 50 milioni di atti

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A partire da gennaio il fisco farà ripartire le richieste che erano state bloccate a causa della prima emergenza Covid.

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Salvini avrebbe criticato il modus operandi del governo.

Dal primo gennaio sono ripartite le richieste tra cartelle, ipoteche e fermi amministrativi del fisco per un totale di oltre 50 milioni di atti.

Sarebbero 35 milioni gli atti rimasti sospesi nel 2020

Per il fisco si tratta di una vera e propria ripartenza dato che molti provvedimenti sono stati bloccati dalla prima emergenza legata alla pandemia. Sono, quindi, più di 50 milioni di atti che la compagnia dovrà inviare ai contribuenti nelle prossime settimane.

Nello specifico, 35 milioni sarebbero gli atti di riscossione (cartelle, ipoteche, fermi amministrativi) sospesi nel 2020 ai quali si aggiungeranno quelli di inizio 2021. Inoltre, saranno almeno 15 milioni le lettere di compliance e gli accertamenti.

“Penso che serva una rottamazione “quater” per gli anni dal 2016 al 2019 per dare respiro a quei contribuenti con morosità incolpevoli. Un nuovo saldo e stralcio potrebbe evitare la notifica di milioni di cartelle”.

Queste le parole pronunciate solamente qualche giorno fa dalla viceministra dell’Economia Laura Castelli. Lo stop forzato, inoltre, avrebbe causato ovviamente dei danni anche all’erario.

Il fisco avrebbe perso 3 miliardi a causa dello stop dovuto al covid

Parlando di numeri, infatti, quest’ultimo avrebbe incassato solamente 6,8 miliardi nei primi 10 mesi del 2020 con un calo di 3 miliardi, pari a -30,8%.

“Ci sono 30 milioni di cartelle esattoriali di piccolo importo, che da domani rischiano di arrivare a casa di milioni di famiglie di italiani, sarebbe il modo peggiore di cominciare l’anno. Le proposte della Lega sono concrete e sono già depositate in parlamento: pace fiscale, rottamazione a lungo termine e saldo e stralcio”.

Salvini, inoltre, avrebbe preso l’occasione per criticare la scelta del governo di agire attraverso ristori e di conseguenza nuovi esborsi. Infine, verrà data una tolleranza fino a 10 rate prima della decadenza dalla dilazione.