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Fisco, scatta la caccia a chi non paga: in arrivo il software “intelligente”

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Dopo redditometro e risparmiometro il Fisco continua a controllare i conti dei contribuenti grazie ad un software innovativo che cambierà tutto. L’annuncio arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

agenzia entrate

L’algoritmo “intelligente” raggruppa tutti i punti di contatto: il software funziona grazie all’inserimento di dati e numeri degli accertamenti degli anni passati, sia quelli con esito positivo sia quelli con esito negativo.

Dopo aver cliccato sul tasto «processa», il sistema risponde e rilascia un elenco di possibili soggetti a cui assegna un voto sul livello di probabilità e propensione all’evasione.

Fisco: strumenti per controllare i “furbetti”

Oltre al software “intelligente”, il Fisco ha a disposizioni altri strumenti per controllare i “furbetti”.

Stiamo parlando del risparmiometro, un algoritmo che consente di confrontare i risparmi presenti sul conto corrente con la dichiarazione dei redditi resa dal contribuente.

La Superanagrafe è un database che contiene i dati delle Entrate e quelli della Guardia di Finanza e viene utilizzato dallo Stato per monitorare e identificare scostamenti molto significativi tra le entrate e le uscite di un conto.

Anche il Redditometro è lo strumento che consente al Fisco di ricostruire il reddito della persona fisica, partendo dalle spese effettivamente sostenute, o da elementi certi, indicativi di una determinata capacità di reddito.

L’attività di monitoraggio volta all’accertamento da redditometro è costituita da due fasi:

  • la selezione del contribuente, nella quale è identificata la sua famiglia “fiscale” di appartenenza, visto che è solitamente il reddito dell’intera famiglia a concorrere al sostenimento delle spese;
  • l’attività istruttoria, nella quale sono esaminati tutti gli elementi utili alla ricostruzione del reddito.

Fisco, le tipologie di spesa utili alla ricostruzione del reddito

Ecco le 4 tipologie di spese utili alla ricostruzione del reddito:

  • spese certe: si tratta di spese tracciate e già conosciute dal Fisco,
  • spese per elementi certi: sono quelle spese che il contribuente non può non avere sostenuto,
  • quota di risparmio formatasi nell’anno: tale elemento debba essere considerato in concomitanza con le informazioni finanziarie sui movimenti e sui saldi bancari,
  • incrementi patrimoniali: sono gli investimenti, al netto di eventuali disinvestimenti, effettuati nell’anno.