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Ezio Bosso ‘Non posso più suonare: 2 dita non rispondono più’: il musicista racconta il dramma della sua malattia

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Il grande direttore d’orchestra, musicista e compositore Ezio Bosso ospite d’onore alla Fiera del Levante in Puglia racconta il dramma della sua malattia: ‘Due dita non mi rispondono. Smettetela…’

Ezio Bosso e il dramma della malattia
Ezio Bosso

Ezio Bosso, grande pianista, compositore e direttore d’orchestra in questi ultimi giorni, è stato ospite d’onore in uno degli eventi più attesi, la Fiera del Levante, organizzata dalla Camera di Commercio di Bari in Puglia.

In questa sede il celebre musicista affetto da una malattia neuro-degenerativa, parla delle drammatiche conseguenze sul suo corpo, conseguenze che inevitabilmente lo condurranno ad abbandonare la musica, poi l’appello a chi ‘gli vuole bene’.

Ezio Bosso: ‘Smettete di chiedermelo’

Il celebre musicista torinese, nel corso della Fiera del Levante tenutasi in Puglia negli ultimi giorni, ha voluto parlare di arte, di talento e di musica, aprendosi in un quasi disperato appello, verso chi ancora gli chiede di suonare, un’attività che a causa del sua malattia è fonte di sofferenza:

‘Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso’

esordisce Bosso, poi aggiunge straziato:

‘ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza. E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere’

Ezio Bosso interviene alla Fiera del Levante: ‘Ce ne accorgiamo quando le perdiamo’

Dopo la drammatica parentesi incentrata sulle conseguenze sul suo corpo e sulla sua carriera causate dalla malattia neuro-degenerativa di cui è affetto, il direttore d’orchestra accompagnato dal suo compagno a quattro zampe Ragout, ha voluto fare un piccolo intervento sulla musica, sull’arte e sull’articolo 9 della Costituzione italiana:

‘Il musicista non lo si diventa solo per talento, a un certo punto, soprattutto chi ce l’ha il talento, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina’

Esordisce il pianista, per poi dare la sua personale definizione di musica, la quale è ‘come un focolare attorno al quale sedersi, un linguaggio universale che permette a tutti di parlarsi e fare comunità a prescindere dal luogo di provenienza’.

Infine ha voluto chiedere un applauso per l’articolo 9 della Costituzione Italiana, il quale  ‘mette insieme musica, arte e paesaggio’.

Dei beni, prosegue di cui dobbiamo prenderci cura, altrimenti ‘spariranno’, e di cui riusciremo ad apprezzare il loro valore solo quando poi li ‘perderemo’.

e ancora, il grande insegnamento che la musica ci offre:

‘La musica ci ricorda anche questo: prendersi cura, avere rispetto, far star bene, non confondere la quotidianità con l’eternità, i nostri piccoli poteri con l’assoluto’

E infine rispondendo alle domande del pubblico in sala ha parlando della disabilità e del talento:

‘la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza […] con la pazienza a tutte le età si può imparare, perché se uno dedica del tempo alle cose, vengono’