Home Casi Daniela Poggiali, l’ex infermiera accusata di morti sospette in ospedale, condannata a...

Daniela Poggiali, l’ex infermiera accusata di morti sospette in ospedale, condannata a 30 anni

CONDIVIDI

L’imputata Daniela Poggiali, in primo grado, venne condannata all’ergastolo. Oggi, durante la lettura della sentenza, a cui non era presente, è stata condannata a 30 anni.

Daniela Poggiali

L’ex infermiera Daniela Poggiali è stata condannata per aver ucciso un suo paziente di 95 anni, nell’ospedale Ausl Romagna, dove lavorava.

Condannata a 30 anni

Daniela Poggiali ha ricevuto oggi la lettura definitiva della sua condanna: dovrà scontare 30 anni di carcere. L’ex infermiera era stata accusata, all’inizio, di morti sospette. Successivamente, si appurò che, nell’ospedale di Lugo (in provincia di Ravenna), dove lavorava, fu responsabile della morte di un suo paziente. L’anziano 95 enne si chiamava Massimo Montanari. Il decesso avvenne nel 2014, la notte antecedente alle dimissioni della donna.

Oggi in aula la Poggiali non era presente alla lettura della sua sentenza. Al momento, si resta in attesa della data dell’appello ter. Gli avvocati difensori della Poggiali non hanno mai smesso di considerarla innocente. L’Ausl Romagna, invece, ha deciso di costituirsi parte civile.

Perché uccise Montanari

Secondo l’accusa, il 95 enne ucciso dalla Poggiali era noto alla donna. Infatti, era stato il datore di lavoro del suo compagno. Il 3 giugno del 2009, la donna era andata negli uffici, al fine di consegnare una pratica. In quella sede aveva pronunciato una minaccia, riportata dalla segretaria:

“State attenti te e Montanari di non capitarmi tra le mani”.

La testimonianza messa agli atti, costò, durante il processo di primo grado, una condanna di ergastolo per omicidio. L’ex infermiera iniettò del potassio al 95 enne. Allo stesso modo, uccise anche un’altra sua paziente. Quest’ultima, si chiamava Rosa Claderoni e morì l’8 aprile del 2014, poco dopo essere stata ricoverata nell’ospedale di Lugo.

Successivamente, a Bologna, seguirono due appelli che le permisero di essere scarcerata. Questi due appelli, però, furono annullati dalla cassazione.