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Covid: il Viminale interviene contro gli assembramenti incontrollati

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Una circolare del Viminale condanna gli assembramenti ed annuncia controlli più serrati al fine di contrastarli ed intervenire prima.

assembramenti

Gli assembramenti devono essere controllati dai prefetti in modo più tempestivo ed efficace.

Servono più controlli

Gli assembramenti dello scorso fine settimana sono finiti sotto l’attenzione mediatica. Ecco perché il Viminale ha affermato che sono necessari controllo maggiori. L’obbiettivo è quello di contrastarli in modo più efficace e rapido, facendo abbassare la curva dei contagi.

Le iniziative previste dovranno essere decise insieme ai sindaci delle varie città. Questi ultimi, nel nuovo Dpcm sono autorizzati a chiudere piazze o strade nel caso in cui queste fossero luogo di assembramento. Ai prefetti è stato chiesto di esprimersi sulle criticità a cui hanno dovuto far fronte.

La circolare del Viminale

Bruno Fattasi, capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno, ha inviato una circolare con quanto descritto sopra a tutti i prefetti italiani. Nella circolare si sottolinea come sia importante ed urgente convocare tutti i comitati provinciali per definire gli interventi di ordine e sicurezza pubblici.

Nella circolare è anche specificato che, in molti degli assembramenti che si sono visti in lungo e in largo della Penisola, molte persone non indossavano la mascherina, contravvenendo all’obbligo previsto. Una cosa che non si dovrà più verificare. Dalla circolare si legge:

“In diverse località del Paese si sono registrate situazioni di particolare assembramento, in occasione delle quali è stata riscontrata una percentuale non irrilevante di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine”.

Dunque, la stretta agli assembramenti potrà riguardare aumentando i controlli ma anche chiudendo strade e piazze dove le persone possono riunirsi di più. Si potrà trattare di chiusure con accesso contingentato oppure temporanee. Una disposizione che servirà per garantire almeno un metro di distanza, come è consentito dal decreto legge del 16 maggio, diventato legge 74 del 14 luglio 2020.