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Covid, è assalto ai pronto soccorso: “Non ce la facciamo più a reggere”

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L’allarme è stato lanciato da Salvatore Manca, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza.

situazione ospedale italiani
ospedale-immagine web

La situazione del coronavirus inizia a farsi sempre più difficile ed alcuni ospedale sono ormai saturi.

La drammatica situazione degli ospedali italiani: l’allarme di Salvatore Manca

“La situazione nei Pronto soccorso è drammatica, con fortissime criticità in tutte le Regioni”

è l’allarme lanciato da Salvatore Manca, presidente della Società italiana di medicina di emergenza. Come riferisce anche Fanpage,  la situazione degli ospedali italiani è davvero critica.

I pazienti con i sintomi del coronavirus stanno assaltando i pronto soccorso e le ambulanze restano in fila anche diverse ore in attesa di un posto in ospedale.

Il presidente Manca ha fatto sapere che i reparti covid sono ormai saturi e spesso i pronto soccorso diventano una sorta di parcheggio per i pazienti, anche per molti giorni

“Stiamo assistendo tutti ma mancano medici e infermieri. Non ce la facciamo più a reggere”

ha tuonato il presidente della Società italiana di medicina di emergenza.

I dati sul coronavirus in Italia

La situazione peraltro non sembra destinata a migliorare, perlomeno non nell’immediato. Anche oggi, infatti, il numero dei decessi e dei pazienti ricoverati con sintomi ha fatto registrare un nuovo aumento.

Nella giornata di oggi, 24 ottobre, si sono registrati 19.644 nuovi casi, su un totale di 177.669 tamponi eseguiti, e 151 morti. Nella giornata di venerdì i nuovi casi erano stati 19.143 con 182.032 tamponi, mentre 91 i decessi.

I ricoveri ordinari salgono a quota 11.287, con un aumento di 738 nelle ultime 24 ore. In totale i contagi sono 504.509 dall’inizio della pandemia nel nostro Paese.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 11.287, con un incremento di 738 rispetto a ieri.

“È evidente che la situazione impone interventi drastici”

è il monito di Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano.