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Coronavirus, controlli dei Nas: sequestrata casa di cura per anziani a Reggio Calabria

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Nell’ambito della lotta al coronavirus, prosegue l’attività di controllo dei Nas, che questa mattina hanno sequestrato una casa di cura a Reggio Calabria.

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Nuovi controlli dei Nas in una Rsa calabrese: sequestrata una casa di cura. Non solo mancato rispetto delle norme per il contenimento del coronavirus, ma anche irregolarità nell’assistenza agli anziani.

Controlli dei Nas a reggio Calabria

Prosegue l’attività di controllo dei Nas sul territorio nazionale, nell’ambito della lotta al coronavirus. Come riporta anche Tgcom24, l’opera delle forze dell’ordine mira a contrastare l’espandersi dell’epidemia da coronavirus.

L’obiettivo è quello di svolgere un’attenta azione di vigilanza all’interno delle strutture sanitarie e assistenziali che si occupano di anziani e di persone con disabilità.

Nell’ambito di questi controlli, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e sanità del Comando di Reggio Calabria hanno sequestrato una casa di cura per anziani nel capoluogo calabrese.

Gli uomini dell’Arma hanno rilevato reati connessi all’irregolarità nell’assistenza agli anziani e nella mancanza di autorizzazioni.

I militari hanno riscontrato gravi carenze strutturali e di sicurezza, condizioni tali da mettere a rischio gli anziani ospiti della casa di cura. Gli uomini dell’Arma hanno quindi sequestrato la sruttura.

Anziani picchiati a Palermo

Lo scorso 16 aprile un’altra agghiacciante scoperta è stata fatta dalle forze dell’ordine di Palermo, che hanno scoperto una casa di cura lager per anziani.

Le indagini dei Carabinieri sono partite quando alcuni ex dipendenti della struttura hanno denunciato alcuni episodi di violenza.

I militari hanno quindi installato delle telecamere di sorveglianza, che hanno rilevato tutti i fatti accaduti all’interno della struttura.

Le immagini riprese dalle telecamere hanno fatto emergere una terribile realtà. Anziani picchiati, legati alle sedie, derisi e minacciati.

Sono quindi scattate le manette per la dipendente della struttura e 5 dipendenti della Rsa. Le accuse per loro sono di riciclaggio, autoriciclaggio, maltrattamento e bancarotta fraudolenta.