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Decreto Rilancio: Conte scrive una lettera alle opposizioni

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Conte invia lettera alle opposizioni per chiedere un confronto

Il Premier Conte ha inviato una lettera alle opposizioni per invitarle ad un confronto sulle misure anticrisi.

“Forza Italia è naturalmente, come sin dall’inizio della crisi, disponibile al confronto: parteciperà all’incontro insieme a Lega e Fdi e consegnerà al governo un corposo dossier di proposte ideate per far ripartire il Paese”,

si legge in una nota.

La stessa leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni al Tg4 dice di aver ricevuto una lettera con la quale Giuseppe Conte mi la ri-invita a incontrarlo.

“Stiamo aspettando un appuntamento da circa due settimane, ma mi manda una lettera per dirmi che mi vorrebbe incontrare”.

La stessa Meloni è disponibile ad incontrare il Premier Conte, ma attende i documenti elaborati alla fine dei 10 giorni di Stati Generali,

“così possiamo parlare non del sesso degli angeli, ma di cose concrete sule quali FdI è sempre disponibile”.

Ad esempio

“il tema delle pensioni di invalidità, dopo che la Corte Costituzionale le ha dichiarate incostituzionali perché 285 euro sono una vergogna.

Per raddoppiarle servono 140 milioni, cioè quello che il governo ha messo sul bonus monopattino…”,

sottolinea la Meloni.

“Sono stanca di parlare di cose che non conosco.

Atteso che siamo tutti per la semplificazione, e che il governo aveva gli strumenti per semplificare già nei decreti nei quali invece ha infilato tutt’altro, aspettiamo che qualcuno ci mandi un documento da poter valutare”.

Anche lo stesso Leader della Lega Matteo Salvini sottolinea di essere disposto a collaborare e a ribadire molte proposte costruttive al governo.

Salvini attende l’invito del Premier per illustrare le proposte del centrodestra insieme agli altri leader dei partiti di opposizione.

Lettera di Conte a Bruxelles

Inviata missiva “generica” dal Premier Conte a Bruxelles: si tratta di una lettera “vuota” insomma che adesso dovrà passare il vaglio della Commissione, del Consiglio e degli altri 27 Paesi membri UE.

L’assestamento di bilancio di metà anno rappresenta un primo segnale per dimostrare la buona volontà di Roma sulla correzione dei conti.

Nel frattempo il Premier Conte attacca i “paradisi fiscali”, ovvero chi, all’interno della Ue, applica tasse agevolate.

Nella lettera inviata dal Presidente del Consiglio a Bruxelles, oltre a chiedere nuove regole per salvaguardare il progetto europeo, sferra dunque un attacco a quello che considera un comportamento ‘unfair’, quello che viene definiti come un vero e proprio ‘dumping fiscale’.

Conte scrive a Juncker e Tusk di

“aprire una fase costituente di governo delle nostre società e delle nostre economie, riconsiderando modelli di sviluppo e di crescita che si sono rivelati inadeguati di fronte alle sfide poste da società impoverite, attraversate da sfiducia, delusione, rancore”.

Prima che il Vecchio Continente si trovi a dover affrontare nuove crisi finanziare sistemiche e globali, occorre una riflessione approfondita su come assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi.

L’Italia sente la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione europea.

È una valida conferma l’intenso negoziato raggiunto nel dicembre 2018, che ha consentito di chiarire i dettagli della manovra economica.

“Adesso l’Italia viene nuovamente sollecitata a dare conto del rispetto di queste regole”,

scrive il Premier Conte.

Decreto Rilancio: le novità (dall’IMU al bonus musica)

Entro la giornata di oggi il Governo punta è chiudere l’esame del decreto in modo tale da sottoporre il testo revisionato e corretto all’Aula di Montecitorio per il primo via libera con il voto di fiducia.

Molteplici gli emendamenti correttivi che hanno ottenuto il via libera, tra cui i “ritocchi” al credito di imposta affitti e al contributo a fondo perduto.

Per quanto concerne le modifiche apportate al credito di imposta affitti è stato esteso l’ambito soggettivo di applicazione del bonus, con l’ammissione anche delle imprese di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro.

È stato esteso anche ai B&B a conduzione familiare il credito d’imposta al 60% sulle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti.

Per i contributi a fondo perduto sono previsti stanziamenti ad hoc per le imprese del settore ricreativo, dell’intrattenimento, dell’organizzazione di feste e matrimoni, dell’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale.

Tra le altre novità nel Decreto Rilancio spuntano: il Bonus 200 euro per lezioni musica under 16 ed il taglio fino al 20% Imu se si paga su conto corrente.

Inoltre, Governo e maggioranza valutano l’estensione dell’ecobonus al 110% anche ad alcune realtà del terzo settore, come gli oratori, ai rifugi alpini, alle società sportive dilettanti e alle malghe.

La Commissione Bilancio ha approvato un emendamento in base al quale le carte d’identità e gli altri documenti di riconoscimento già scadute o in scadenza resteranno valide fino alla fine dell’anno 2020.

Altre interessanti novità riguardano gli incentivi per l’acquisto di moto e scooter elettrici.

Secondo la normativa vigente, il bonus, introdotto dalla legge di Bilancio 2019 e confermato anche per il 2020 dal decreto Milleproroghe, può essere fruito per l’acquisto di un veicolo di categoria L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e ed è subordinato alla rottamazione di un veicolo della categoria L omologato alle classi Euro 0, 1, 2 o 3.

Il contributo è pari al 30% del prezzo di listino, fino a un massimo di 3000 euro (IVA escluso).

Con l’emendamento correttivo approvato viene eliminato l’obbligo di rottamazione e sale a 4.000 euro il bonus nel caso di rottamazione, mentre viene confermato a 3.000 euro se non c’è rottamazione.

Gli emendamenti approvati modificano l’articolo 379, comma 3 Codice della crisi d’impresa e prorogano il termine entro il quale le SRL e le società cooperative (in forma di SRL), già costituite alla data del 16 marzo 2019 e che hanno superato negli ultimi 2 esercizi i nuovi limiti previsti dall’articolo 2477, comma 2, lettera c), del Codice Civile, devono provvedere alla nomina dell’organo di controllo e, se necessario, adeguare lo statuto e l’atto costitutivo alle nuove disposizioni.