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Chernobyl, allarme incendi: “Liberate particelle di radionuclidi”

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In arrivo da Chernobyl un nuovo allarme, perché sono stati appiccati degli incendi che stanno liberando dei pericolosi radionuclidi.

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Chernobyl è ben nota per l’incidente nucleare del 1986 che noi tutti ben conosciamo. Ora viene lanciato un nuovo allarme perché la zona è vittima dei piromani, che hanno appiccato degli incendi difficilmente controllabili.

È stato scoperto che la natura negli anni non è del tutto morta, ma molte sono le zone con alberi morti e secchi, ottimo combustibile per questi incendi che poi si spostano. Ora stanno liberando radionuclidi che sono stati assorbiti dagli oggetti e piante, avvelenando anche le zone circostanti.

Incendi dolosi: che cosa sta succedendo?

La zona di Chernobyl era ricca di città e cittadine, circondate per lo più da una foresta che è tornata allo stato primordiale nata dopo il disastro. Questo venne agevolato dalla nascita della zona di alienazione, pensata per mantenere le persone ed i curiosi lontano dalla zona protagonista del disastro. Una legge ha dichiarato questa zona non abitabile, dopo un’evacuazione obbligata fatta dall’esercito.

La zona di alienazione è stata recintata ed ha una misura di circa 2.600 chilometri. Come detto, alcune parti sono rimaste ferite dall’incidente nucleare, ferme a quell’istante, mentre le piante salve hanno continuato in modo del tutto incontrollato il proprio sviluppo. Possiamo trovare nella foresta primordiale pini, betulle, querce e pioppi che si sono anche spostate in mezzo alle città, riprendendo possesso di quegli ambiente.

Questi alberi sono cresciuti in quelle che un tempo furono strade o terreni agricoli, alcuni stanno crescendo all’interno degli edifici, bonificando il terreno ed assorbendo contaminanti nucleari. Si parla di radionuclidi, per lo più uranio-238 e cesio-137, che furono liberati durante l’incidente nucleare.

Purtroppo ora l’isolamento non è più assicurato. Attorno al legname esistono dei commerci illegali importanti. Questo può portare a grandi incendi, che vengono appiccati per poter tagliare la foresta. Essi durano per settimane ed i fumi avvelenati arrivano fino alla capitale Kiev che si trova a circa 100 km a sud, dove 3 milioni di abitanti respirano questi contaminanti nucleari.

La situazione è pericolosa anche per altri motivi, come ha spiegato ad Al Jazeera Timothy Mousseau, professore di scienze biologiche presso l’University of South California. La cenere è:

“estremamente radioattiva perché tutti i radionuclidi contenuti negli alberi si sono condensati e concentrati lì. Alcune di queste ceneri possono essere disperse a grande distanza dal vento in aree al di fuori della Zona arrivando ai residenti, mentre altre si depositano vicino al luogo dell’incendio, riportando l’area a un livello di radioattività molto elevato”.

Quali sono i pericoli per la natura e per l’uomo a Chernobyl?

A sostenere la teoria sono alcuni funzionari e anche Roman Bochkala che è a capo di Stop Corruption, una ONG che ha sede a Kiev ed ha lo scopo di eliminare la dilagante corruzione.

“Oltre alla diffusione di inquinanti radioattivi, un altro pericolo è la corruzione. Il traffico degli alberi di Chernobyl nasce dalla corruzione. Si giustifica il disboscamento in atto, con la scusa di contenere gli incendi arrivando ad ottenere profitti di decine di milioni. Non dimentichiamoci il gusto crescente del macabro, ci sono persone disposte a spendere grandi cifre, per accaparrarsi un pezzo riconducibile ad una tragedia.”

Si parlava di questo problema già nel maggio del 2015. Mykola Tomenko era il capo della commissione parlamentare sull’ambiente. Disse durante il peggior incendio della zona, noto come il più lungo e violento che ha bruciato centinaia di ettari della foresta:

“Non ho dubbi sul perché emergano incendi vicino a Chernobyl: sono un tentativo di nascondere il disboscamento illegale”

Già a partire dal 2007, qualcosa di strano si iniziava a vedere. Si scoprì in vendita nei supermercati locali carbone con livelli di radiazione quattro volte superiore al consentito. S’indagò, minacciando pene comprese tra i 5 e i 10 anni di carcere, ma nessuno venne mai arrestato e il caso venne archiviato.

Non viene soltanto commercializzato il legno di Chernobyl che comunque porta due terzi dei guadagni del commercio dell’orrore. I contrabbandieri rivendono pesci, funghi, bacche e rottami metallici, presi nella zona di alienazione.