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Annamaria Franzoni, “Non possiamo perdonare”: emerge l’ira degli abitanti di Cogne dopo la ricomparsa della donna

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Annamaria Franzoni è libera ma alcuni abitanti di Cogne non sembrano essere contenti del suo ritorno. Che cosa sta succedendo?

Annamaria Franzoni
Annamaria Franzoni

Il ritorno di Annamaria Franzoni ha suscitato non poche polemiche tra gli abitanti di Cogne e la motivazione non è quella che tutti si aspettano.

Il ritorno a Cogne

Impossibile dimenticare il 30 gennaio 2002 quando nel villino dei coniugi Franzoni a Cogne, il piccolo Samuele veniva ucciso in maniera violenta con un corpo contundente – mai ritrovato.

Una madre disperata che chiama il 118 e racconta quello che sta accadendo al suo bambino, anche se tutte le prove sembrano essere contro di lei tanto da venir accusata di omicidio.

Dopo aver pagato la sua pena, torna nel villino di Cogne a novembre e il suo ritorno non è passato inosservato. Il Sindaco si è espresso in maniera del tutto neutra, esprimendo:

“La notizia ci lascia assolutamente indifferenti. la comunità si è lasciata alle spalle questa vecchia storia”

Eppure non sembra essere stato proprio così, vista la reazione degli abitanti nei confronti di questo ritorno nel luogo del delitto.

Gli abitanti di Cogne esprimono il loro parere

Alcuni residenti del noto paesino valdostano non dimenticano ed evidenziano di quanto sia stato difficile, aver dovuto fronteggiare le accuse e gli occhi puntati su di loro in quel brutto periodo.

Dopo 17 anni le luci si sono di nuovo accese in quel villino, dove Samuele ha trovato la morte – rimasta chiusa dal 2002 sino al 2013 e ancora oggi intestata alla donna.

Dal Tgr Regionale i residenti non hanno avuto molte buone parole, ricordando di quando lei “gettava fango cercando di mettere in mezzo altre persone”:

“ha incolpato dei poveracci che forse non potevano neanche difendersi. quella è una cosa che non possiamo perdonare”

Parole dei residenti che la invitano a non venire più in quel luogo, dove tantissimi turisti andavano solo per fotografare la casa dove c’è stato l’omicidio del piccolo:

“hanno cercato di colpire la gente del posto attraverso enormi falsificazioni”