Milano, torturò e massacrò il figlio di due anni: Alija Hrustic condannato all’ergastolo

I giudici hanno riconosciuto il reato di tortura, oltre a quello di omicidio volontario e maltrattamenti, tutti aggravati.

Il 26enne di origine croata è stato condannato anche a 9 mesi di isolamento diurno.

L’omicidio di Mehmed Hrustic

Era la notte tra il 21 ed il 22 maggio del 2019 quando il piccolo Mehmed Hrustic, due anni appena, morì nell’appartamento in cui viveva con la sua famiglia, in via Ricciarelli a Milano.

Quella sera, ad allertare l’ambulanza era stato il padre, Alija Hrustic, 24 anni all’epoca dei fatti.

Quando i sanitari giunsero sul posto, per il bambino non c’era più nulla da fare, ma il papà fece perdere le sue tracce.

Le forze dell’ordine lo fermarono qualche ora dopo in un appartamento di via Manzano, dove si era rifugiato con le altre due figlie.

L’autopsia sul corpo del piccolo Mehmed confermò le atroci sofferenze che il piccolo era stato costretto a subire prima di morire.

Il papà avrebbe torturato il bambino per 2 giorni, con pugni, calci e bruciature di sigaretta.

L’autopsia raccontò l’orrore vissuto dal piccolo.

“51 LESIONI SU TUTTO IL CORPO, DIVERSE COSTOLE ROTTE, UN BRACCIO FRATTURATO, IL PANCREAS E UN RENE SPAPPOLATO. FATALE, PER MEHMED, FU UNA GRAVE LESIONE ALLA TESTA PROVOCATA DA UN VIOLENTO SCHIAFFO ALL’ALTEZZA DELL’OCCHIO”

si legge nel referto dell’esame autoptico.

La condanna all’ergastolo

Questa mattina la corte d’assise di Milano, al termine del processo di primo grado, ha condannato Alija Hrustic all’ergastolo.

Il 26enne è stato anche condannato a 9 mesi di isolamento diurno.

Le accuse per il papà del piccolo Mehmed sono di tortura, omicidio volontario e maltrattamenti, tutti aggravati.

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“Speravo in una condanna a 30 anni nel senso che l’avrei ritenuta più attinente ai fatti così come sono stati ricostruiti al di là degli articoli della stampa”.

ha commentato il legale del 26enne.