Pavia, svolta nel giallo della morte di Lidia Peschechera: arrestato il compagno per omicidio

La vittima è la 50enne, che nel pomeriggio di mercoledì è stata rinvenuta senza vita nella sua abitazione in via De Pretis, nella cittadina lombarda.

svolta morte Lidia Peschechera

La donna sarebbe stata uccisa qualche giorno prima del ritrovamento. A lanciare l’allarme è stato il datore di lavoro, che da diversi giorni non riusciva a mettersi in contatto con lei.

Omicidio a Pavia

È stata trovata senza vita nella vasca da bagno della sua abitazione in via De Pretis, zona centrale di Pavia.

Ad allertare i soccorsi è stato il suo datore di lavoro, preoccupato dal fatto che da diversi giorni non avesse più sue notizie.

Così, ha allertato l’ex marito di Lidia Peschechera, 50enne pavese, e l’uomo, a sua volta, ha sollecitato le forze dell’ordine.

I vigili del fuoco hanno quindi forzato la serratura della sua abitazione e sono entrati nell’appartamento di via De Pretis.

Quindi, una volta entrati, è avvenuto il drammatico ritrovamento: la donna è stata rinvenuta senza vita nella sua vasca da bagno, probabilmente è stata strangolata.

Al momento del ritrovamento, Lidia era vestita e indossava anche le scarpe. La porta di casa era chiusa a chiave, nessun segno di effrazione presente nell’appartamento.

Come accertato dal medico legale, la 50enne è morta qualche giorno prima del ritrovamento. I sanitari del 118 hanno soltanto potuto constatarne il decesso.

La svolta nella morte di Lidia Peschechera

Questa mattina è arrivata la svolta nel caso della 50enne trovata morta a Pavia nel pomeriggio di mercoledì.

Il compagno della donna è stato arrestato con l’accusa di omicidio e condotto in carcere.

Come già anticipato, Lidia Peschechera potrebbe essere morta per strangolamento, stando ai primi riscontri del medico legale.

Non è chiaro il movente dell’efferato omicidio.

“Una persona tranquillissima e simpatica”,

l’hanno descritta così quanti la conoscevano.

Lidia Peschechera era molto conosciuta a Pavia. Era un’attivista animalista e antifascista, combatteva per i diritti degli Lgbt.

La confessione del compagno

Il compagno della vittima, 28 anni, ha confessato il delitto. Quando questa mattina gli agenti lo hanno fermato ed arrestato, il giovane ha ammesso di aver ucciso Lidia.

L’avrebbe strangolata il 12 febbraio scorso al culmine dell’ennesima lite e poi avrebbe continuato a vivere in quella casa per diversi giorni, fino al 15 febbraio per l’esattezza, quando ha preso in affitto una camera in un ostello a Milano, in via Doria, dove è stato poi fermato.

Il 28enne, come riferisce anche Leggo, ha utilizzato il cellulare della compagna nei giorni seguenti al delitto per inviare messaggi al datore di lavoro di Lidia ed evitare che potesse allarmarsi per la sua improvvisa scomparsa.

L’omicida ha poi ammesso di aver prelevato delle somme di denaro dal conto di Lidia.

Quando è stato fermato nell’ostello, il giovane era in possesso di numerose carte bancomat, di uno smartphone e di circa 190 euro in contante.

Nella sua camera sono stati anche trovati documenti personali di Lidia Peschechera ed un mazzo di chiavi dell’abitazione teatro del delitto.

Sembra che il 28enne avesse più volte avuto comportamenti violenti, al punto che la vittima aveva confidato ad un’amica di volerlo allontanare da casa.

La procura di Pavia ha quindi emesso un decreto di fermo per il reato di omicidio volontario aggravato ed il giovane è stato condotto in carcere.

Alla notizia della sua morte, tanti sono stati i messaggi di amici e colleghi che si sono detti increduli e tristi per l’ennesimo omicidio consumato tra le mura domestiche.

“Lidia è una grossa perdita. Un’anima pura come chi ha sempre aiutato, buon viaggio amica dei più deboli”

si legge in uno dei tanti messaggi pubblicati sulla sua bacheca facebook.