Home News “Violenta eruzione” a Napoli, l’allarme degli esperti

“Violenta eruzione” a Napoli, l’allarme degli esperti

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Secondo gli esperti, il vulcano dei Campi Flegrei, ritenuto il più pericoloso d’Italia, si starebbe preparando (in termini geologici) ad una nuova e violentissima eruzione. Ecco cosa hanno dichiarato.

Secondo un accurato studio realizzato da Francesca Forni del Politecnico di Zurigo in Svizzera, i Campi Flegrei, il più pericoloso tra i vulcani d’Italia, si starebbe preparando (in termini geologici) ad una nuova e violenta eruzione. Tale fenomeno però, spiega l’esperta deve essere visto in termini geologici, ciò significa che il pericolo può anche non essere imminente.

Ciò conferma anche un’ulteriore ricerca effettuata qualche tempo fà, da Giuseppe De Natale, esperto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Storia dei Campi Flegrei

Secondo gli studi, il vulcano dei Campi Flegrei ricorda tra le sue diverse eruzioni, due di gravissima intensità. una prima circa 39’000 anni fa, durante la quale il vulcano emise una quantità di materiale tale da ricoprire buona parte della regione Campania con uno strato di tufo. Ciò diede origine ad una caldera che nel tempo è stata poi sommersa dal Mar Tirreno.

Circa 24’000 anni dopo, vi fu un’altra eruzione da cui ne conseguì la formazione di una seconda caldera, all’interno di quella precedente. Tale caldera ha subito un fenomeno detto di “risorgenza”, ovvero si è sollevata rispetto al piano, in questo caso specifico, di quasi 90 m negli ultimi 10’000 anni. Nel corso degli ultimi 60’000 ci sono state anche altre eruzioni anche se di intensità minore rispetto a quelle che abbiamo appena descritto.

La ricerca redatta da Francesca Forni

La ricerca dell’esperta Francesca Forni è basata principalmente sull’analisi delle rocce e dei minerali di cui esse sono composte, di circa una ventina di eruzioni che negli ultimi secoli hanno interessato il vulcano dei Campi Flegrei. Dalle analisi è stato possibile capire la variazione nel tempo della temperatura del magma e della percentuale di acqua di cui è composta. Tale elemento è di grande rilievo in termini di innesco di un’eruzione. Tali risultati sono stati poi combinati con un modello specifico il quale va a ricostruire quelli che sono i meccanismi che innescano gravi eruzioni a seguito di una serie di attività di piccola intensità.

Ciò ha permesso agli esperti di risalite all’eruzione più recente che ha interessato il vulcano, nel 1538, la quale fu di piccola portata ma possedeva caratteristiche simili alle eruzioni che favorirono al tempo alla formazione delle caldere.

Francesca Forni, “E’ in atto un cambiamento delle condizioni chimico-fisiche del magma”

Dunque secondo la ricerca della Forni sarebbe “in atto un cambiamento delle condizioni chimico-fisiche del magma” , causando un innalzamento della pressione dei gas all’interno della camera magmatica. Tale pressione condurrebbe ad una eruzione molto violenta. 

Quando, però non è possibile prevederlo, ma dati i cambiamenti, il vulcano viene tenuto continuamente sotto controllo, soprattutto perchè la zona in cui è posizionata la caldera è densamente popolata. Sono a rischio circo 1,5 milioni di abitanti.