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Thailandia, proteste in strada contro stato di emergenza coronavirus

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Attivisti a favore della democrazia hanno sfilato nelle strade della capitale. Si sono avvicinati all’esecutivo ma i leader sono stati messi in manette.

Bangkok proteste

Più di 100 mila manifestanti per le strade di Bangkok hanno circondato la sede del governo thailandese, l’intenzione era di prolungare la stretta di 72 ore.

Questa notte l’esecutivo ha dichiarato ufficialmente lo stato di emergenza e gli attivisti hanno iniziato a ribellarsi scendendo in strada.

La polizia è intervenuta per placare gli animi: 20 attivisti in manette.

Proteste a Bangkok

Per le strade di Bangkok scorre una manifestazione di attivisti contro lo stato di emergenza coronavirus che il governo ha proclamato poco più di 24 ore fa.

La polizia ha dovuto intervenire alla svelta poiché il corteo di manifestanti ha velocemente raggiunto il palazzo del governo circondandolo.

I protestanti urlavano a gran voce che il governo proclamasse le dimissioni oltre allo stato di emergenza: pretendevano una Costituzione democratica e una limitazione del potere regio.

Lo stato di emergenza che il governo ha proclamato impone regole ferree per impedire al virus di diffondersi: niente assembramenti e vietata la pubblicazione di messaggi oppure news che possano ledere la sicurezza nazionale.

In Tv l’annuncio da parte dello Stato:

è necessario introdurre urgenti misure per mantenere l’ordine.

Alle 4.00 della mattina le disposizioni normative anti coronavirus sono entrate in vigore e i manifestanti da lì a poco hanno iniziato a ribellarsi.

Attivisti in manette: 5 leader arrestati

La polizia ha arrestato 20 manifestanti e tra questi 5 erano i leader degli attivisti. Trai questi ci sono alcuni tra gli attivisti più seguiti e acclamati: Anon Nampha, Parit Chiwarak, Panupong Jadnok e Panusaya Sithijirawattanakul.

Questi leader fanno da portavoce e hanno chiesto una nuova Costituzione oltre al divieto di perseguire i dissidenti politici, si legge su TGCOM24.

La 21enne Panusaya aveva letto davanti ad una intera folla studentesca, ad agosto, un manifesto riformante per abbattere la monarchia. Alcuni dei leader arrestati erano già stati arrestati più volte negli ultimi mesi ma successivamente rilasciati.

Dopo le proteste di ieri la polizia non intende più adottare soluzioni pacifiche, saranno usate le maniere forti per stroncare queste manifestazioni che stanno dando vita ad un vero e proprio movimento.