Home News Gli studenti occupano il Socrate e arrivano le forze dell’ordine

Gli studenti occupano il Socrate e arrivano le forze dell’ordine

CONDIVIDI

Quello del quartiere storico della Garbatella è il terzo liceo della capitale che passa sotto il comando degli studenti durante il dissesto scolastico prodotto dalla pandemia. Era stato preceduto dal Kant di Tor Pignattara e dal Pilo Albertelli all’Esquilino.

Occupazione Socrate
Liceo Socrate

A Roma i dissidi sulle modalità dittadiche, tra dad e il vecchio e caro insegnamento in presenza, continuano a divedere dirigenti scolastici e giovanissimi.

Dissenso studentesco

Nel pomeriggio di ieri nel liceo classico e scientifico della Garbatella, si è tenuta un’assemblea nella quale gli studenti hanno deciso come reagire alle divergenze scaturite dalle problematiche legate alla disparità di vedute didattiche.

Così gli alunni dell’istituto Socrate si sono presentati questa mattina per chiedere al preside un’assemblea straordinaria, passo obbligato verso l’occupazione, decretata e annunciata subito dopo la riunione.

Il preside si è premurato di chiamare le forze dell’ordine: tempestivamente carabinieri e polizia locali sono giunti sul posto. Ai ragazzi maggiorenni è stato permesso l’ingresso nell’edificio, mentre i minorenni hanno fatto ritorno a casa.

I precedenti nella capitale

La scuola secondaria dello storico quartiere romano è la terza occupata in città.

A fine gennaio ad aver dato uno scossone al mondo scolastico erano stati gli alunni del Kant, a sud di Roma. Lottano in difesa del loro futuro.

Per salvaguardarlo reputano imprescindibile che la scuola si adegui alle normative di sicurezza in materia di prevenzione sanitaria, così da permettere lezioni in presenza. Infatti l’alternativa telematica è ritenuta inadeguata alle esigenze formative.

Le richieste presentate vanno dall’aumento dei mezzi di trasporto pubblico fino all’incremento del personale docente.

L’esempio degli studenti a sud della capitale è stato poi seguito da un liceo centrale, il Pilo Albertelli. A muovere i giovanissimi le medesime critiche di immobilità al cambiamento. “La scuola siamo noi” è lo slogan.monito della loro protesta in piazza.