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Strage di Corinaldo, oggi un anno dalla tragedia: i familiari delle vittime vogliono giustizia

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La data di oggi 8 dicembre viene ricordata anche per la tragedia di Corinaldo dove hanno perso la la vita sei persone – cinque ragazzini e una adulta. A che punto sono le indagini?

Strage di Corinaldo
Strage di Corinaldo

Le indagini sulla strage di Corinaldo continuano a un anno dalla tragedia nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018. Ora i familiari chiedono giustizia.

La notte dell’8 dicembre 2018 alla Grotta Azzurra

Sarebbe dovuta essere una notte di divertimento per tutti i ragazzini che attendevano il concerto del rapper Sfera Ebbasta. Chi con gli amici e chi accompagnato dai genitori, per una serata da passare con il proprio idolo.

Ma tutto questo non avviene perché secondo le indagini alcuni ragazzi hanno spruzzato dello spray al peperoncino, scatenando il panico all’interno di una struttura – si scoprirà dopo – non adatta a contenere tutte quelle persone tanto da cedere.

Facciamo un passo indietro: nel momento in cui le persone cominciano a fuggire, non capendo cosa stesse accadendo, la balaustra della rampa di emergenza cede proprio per il peso delle persone – e le fa precipitare.

Un bilancio disastroso, con sei morti e 57 feriti. I ragazzini deceduti per essere stati travolti dalla calca sono Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Emma Fabini e poi la mamma Eleonora Girolimini che quella sera ha accompagnato una dei suoi quattro figli – come ha raccontato qui il marito.

A che punto sono le indagini?

Ci sono due inchieste differenti per la medesima strage: da una parte chi ha spruzzato lo spray urticante – la così definita banda del peperoncino – e dall’altra le responsabilità per quel locale – dai gestori, ai proprietari sino ai tecnici che hanno rilasciato il permesso.

In questo momento ci sono 17 persone indagate con accusa di omicidio colposo e lesioni aggravate. Quella sera – secondo le indagini – all’interno del locale erano presenti 1400 persone ma la capienza massima era solo di 450 persone.

Gli inquirenti stanno andando avanti con le indagini, al fine di capire tutto dalla A alla Z ovvero dal rilascio dell’autorizzazione per l’attività di intrattenimento e spettacolo sino a tutte le irregolarità riscontrate.

Senza dimenticare, in tutto questo, la banda dello spray: sono stati fermati sette ragazzi tra i 19 e i 22 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale e lesioni.