Home Politica Speranza: restrizioni rinnovate per sei regioni italiane

Speranza: restrizioni rinnovate per sei regioni italiane

CONDIVIDI

Calabria, Sicilia, Puglia, Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia sono le 6 regioni italiane in cui il ministro Speranza ha rinnovato le misure restrittive.

speranza regioni

Si tratta di due regioni in zona arancione e quattro in zona rossa, ha confermato Speranza.

Una nuova ordinanza

La nuova ordinanza per le regioni confermate da Speranza, sarà in vigore da oggi, 20 novembre, fino al 3 dicembre. Alcuni governatori regionali auspicano che vengano applicate modifiche di classificazione, anche perché, questa ipotesi non è stata esclusa del tutto dal governo.

Anche se l’Rt nazionale è sceso a 1,18 e molte regioni presentano numeri inferiori alle scorse settimane, non ci sono cambi di zona. Non ci saranno, per il momento, miglioramenti o peggioramenti. Eventuali cambiamenti saranno possibili, eventualmente, soltanto dalla prossima settimana. La nuova ordinanza sarà in vigore fino al 3 dicembre ma, da parte del premier Giuseppe Conte, saranno possibili nuove classificazioni.

Le misure restrittive

Secondo il ministro Speranza, soltanto grazie alle misure restrittive sarà possibile far piegare la curva dei contagi. Restrizioni che portano tutti a fare dei sacrifici evidenti ed innegabili, sia sul piano economico che su quello culturale.

“I dati che iniziamo a ricevere lasciano intravedere la luce in fondo al tunnel ma bisogna avere un approccio prudente. Abbiamo agenzie istituzionali, sia su piano europeo che nazionale, che dovranno seguire con la massima cautela le procedure di validazione di vaccini e cure, ma i dati che vediamo ci lasciano ben sperare”.

Queste le parole di Speranza, riportate da Ansa, e pronunciate dal Ministro durante il webinar L’Unione europea alla sfida del Covid-19.

Inoltre, stando a quanto ha affermato Speranza, i primi vaccini anti covid-19, potrebbero essere disponibili sin dai primi mesi del prossimo anno. Dosi che, ovviamente, verranno distribuite con discrezione, vedendo tra i primi della lista, il personale sanitario, le persone nelle Rsa e ricoverate in ospedale.