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Roma: Vittorio Sgarbi condannato a pagare una multa: diffamò in un video la sindaca Raggi

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Per la Procura, le parole di Sgarbi pubblicate sul sito di un quotidiano nazionale nel dicembre del 2016, furono offensive.

Diffamò Virginia Raggi, Vittorio Sgarbi condannato a pagare una multa.

Per l’accusa Sgarbi ha offeso l’onore e la reputazione di Virginia Raggi.

Condannato Sgarbi

Alla fine del processo per aver diffamato il primo cittadino di Roma, la sindaca Virginia Raggi, il critico d’arte Vittorio Sgarbi è stato condannato.

Sgarbi per le sue parole fin troppo spesso espresse con brutale veemenza anche su YouTube, è condannato al pagamento di 1000 euro, oltre una provvisionale di 10mila euro per diffamazione aggravata avvenuta a mezzo stampa.

Secondo il capo di imputazione della procura, le parole non trattenute, come è uso fare il saggista, politico, personaggio televisivo e opinionista italiano Sgarbi

“offendono l’onore e la reputazione del primo cittadino”.

Il processo ha avuto luogo con rito abbreviato, dove il pubblico ministero Olivia Mandolesi, per Vittorio Sgarbi aveva chiesto la condanna a tre mesi di reclusione

Il giudice durante il processo ha potuto valutare alcune frasi, che sono state riconosciute come offensive. In quell’occasione il critico d’arte forniva la sua opinione colorita circa le capacità (o incapacità) politiche di Virginia Raggi, che si trovava in aula.

La Raggi definita incapace

Il pm Olivia Mandolesi ha affermato in aula durante la requisitoria:

“In quel video riconosce l’onestà intellettuale del sindaco affermando però che ciò non è sinonimo di capacità nella gestione delle vicende politiche. Si tratta di affermazioni offensive, gratuite: un mero dileggio”.

La sindaca, come riferisce anche Leggo, alla fine ha commentato come l’insulto non sia paragonabile a un confronto, e come l’offesa non possa essere intesa come una forma di dialettica.

Infine ha aggiunto Virginia Raggi:

“Chi fa così per me è e resta un bullo e non mi spaventano i bulletti da salotto”.

Vittorio Sgarbi aveva indicato la Raggi come ‘la più grave calamità naturale dopo il grande incendio di Roma del 64 d. C. ai tempi dell’imperatore Nerone’.

Come lo stesso Sgarbi ha avuto modo di dire sui social, di querele il critico potrebbe farne una collezione, non le teme e lo dimostra ogni volta che ne ha modo.