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Resti umani ad Albarella, la verità dietro la macabra scoperta dei frammenti di ossa

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Strani ritrovamenti ad Albarella, dove sono stati trovati frammenti di ossa e di denti umani. Ma in tutto questo sono o non sono di Isabella Noventa?

Resti umani ad Albarella
Resti umani ad Albarella

Richiesti gli esami sui frammenti umani trovati nelle spiagge di Albarella. Potrebbe trattarsi dei resti di Isabella Noventa?

Gli strani ritrovamenti ad Albarella

Ad Albarella, un’isola situata nel mare Adriatico settentrionale, vicino al delta del Po, in provincia di Rovigo, nell’arco di dieci giorni, sono stati trovati ben cinque frammenti umani.

Il 20 agosto 2019 è avvenuto il primo ritrovamento: era stata rinvenuta una mandibola assieme a due denti. Dopo di che si sono aggiunti anche un frammento di 12 centimetri di bacino, un pezzo di costola di 17 centimetri e un frammento irregolare di circa 9 centimetri.

I cinque frammenti ossei, trovati nelle spiagge della provincia di Rovigo, sono adesso nelle mani delle autorità giudiziarie. Da venerdì, 6 settembre 2019, si partirà con gli esami, che si spera facciano luce sulla vicenda. A occuparsene sarà il medico legale di Ferrara, Lorenzo Marinelli.

Potrebbe trattarsi di Isabella Noventa?

La procura di Padova è intervenuta immediatamente dopo il ritrovamento dei frammenti umani. È stato chiesto alla procura di Rovigo di effettuare degli accurati esami del DNA, per scoprire se coincide con quello di Isabella Noventa.

Isabella Noventa era una segretaria di 55 anni che viveva ad Albignasego, in provincia di Padova, scomparsa la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016. Per l’omicidio della donna si trovano ancora in carcere Freddy e Debora Sorgato e Manuela Cacco (accusata di favoreggiamento in omicidio).

Il sospetto è che possa trattarsi del corpo della donna, che era stato gettato nelle acque del fiume Brenta, dove non è mai stato ritrovato, come raccontato da Freddy Sorgato.

Oltre che a Isabella Noventa, potrebbe trattarsi anche di Florina, la giovane ragazza di 25 anni, che è scomparsa da Dolo, in provincia di Venezia, nel febbraio del 2016. La madre di Florina, Nela Simion, ha chiesto che il DNA dei reperti venga confrontato a quello di sua figlia.