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Professoressa accusata di violenza su alunno 14enne: “Pronta ad effettuare il DNA”

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La professoressa accusata di violenza nei confronti del suo alunno di 14 anni si dichiara una madre felice ed è pronta per l’esame del DNA

Professoressa accusata di violenza su alunno: "Pronta ad effettuare il DNA"

Una professoressa è stata indagata e accusata di violenza su minore, un suo alunno per la quale sembra essersi innamorata. Nei mesi scorsi è nato un bambino che potrebbe essere del giovane ragazzo.

La vicenda

La vicenda è accaduta a Prato dove una donna di 40 anni è stata indagata con l’accusa di violenza su minore ai danni di un suo allievo di 14 anni. Nel mentre la donna è rimasta incinta tanto da dare alla luce un bambino negli scorsi mesi: sono stati i genitori del ragazzo a denunciare la faccenda dopo aver appreso la notizia.

Secondo le indiscrezioni e quanto si apprende dal TGCOM24, il ragazzo prendeva ripetizioni dall’insegnante sino a quando il loro rapporto – da professionale – non si è trasformato in relazione sessuale. La professoressa è stata querelata dai genitori dopo ave appreso del parto e della presunta paternità del figlio minorenne.

L’esame del DNA

La donna è stata portata alla Questura accompagnata dal marito e si definisce pronta ad effettuare l’esame del DNA, non avendo nulla di cui vergognarsi o da nascondere:

“sono una madre felicissima, dopo aver deciso di tenere il bambino”

Per l’accusa la professoressa era evidentemente innamorata del ragazzino e il figlio potrebbe proprio essere del minorenne. Roberta Roviello – avvocato della famiglia del ragazzo – sostiene che la maternità potrebbe anche essere stato un espediente per “incastrare” il giovane:

“solo un’ipotesi”

La donna si proclama innocente e pronta a far vedere che tutti si stanno sbagliando sulla paternità del bambino:

“Quella mossa contro di me è un’accusa terribile, sono scioccata e innocente”

Ha dichiarato la professoressa a Il Corriere della Sera evidenziando di essere stato il ragazzo a dire ai genitori di questa presunta relazione e successiva paternità.

Giuseppe Nicolosi, procuratore di Prato, ha confermato che le indagini sono in fase preliminare e che tutto andrà avanti sino ad una soluzione definitiva.