Home Spettacolo Lutto per Pippo Franco. Il racconto straziante a “Vieni a me”

Lutto per Pippo Franco. Il racconto straziante a “Vieni a me”

CONDIVIDI

Pippo Franco ospite a “Vieni da me” ha raccontato del suo lutto alla padrona di casa Caterina Balivo. L’attore romano ha ricordato il suo caro papà

Pippo Franco lutto

Nella scorsa puntata del “Vieni da me” ospite di Caterina Balivo, il mitico Pippo Franco, attore comico romano di 78 anni.

L’attore molto amato dal pubblico italiano, si è raccontato a 360°, in una lunga intervista a “Vieni da me”. Pippo ha parlato,nella prima parte dell’intervista, della sua carriera e di come si è evoluta in tutti questi anni, poi successivamente, Caterina Balivo, ha toccato un punto molto delicato per Pippo Franco, ovvero la sfera familiare.

Grazie al gioco del cassettone, Pippo ha ripercorso con molta nostalgia, alcuni ricordi della sua infanzia, confidando a Caterina e al pubblico a casa, che per sua sfortuna ha conosciuto il papà soltanto all’età di sei anni. I ricordi del suo papà sono ancora vivi nel cuore di Pippo e gelosamente li custodisce con cura nella sua mente . Il papà di Pippo sfortunatamente, morì poco dopo il ritorno dalla seconda guerra mondiale. Nonostante i pochi ricordi, Pippo ha un immagine fissa nella sua mente dei suoi defunti genitori, che ancora oggi ricorda con tanta emozione:

 “Davanti ai miei occhi ho ancora un’immagine: mia madre e mio padre che si baciavano. Loro non si accorsero della mia presenza e quella, per me, è stata la prima immagine dell’amore”.

Anche se i ricordi con il suo papà sono molto pochi. Pippo ricorderà per sempre l’amore del suo papà:

“Senza di lui non avrei avuto i miei figli e per l’assenza di mio padre ho sempre seguito il mio istinto. Se non avessi seguito il mio sesto senso, oggi non sarei qui”.

Pippo Franco la carriera in TV

L’attore romano dopo il ricordo struggente del papà, perso troppo velocemente in tenera età, ha poi parlato della sua carriera televisiva e di come si è sviluppata in tutti questi anni insieme alla collaborazione con alcuni artisti:

“Ricordiamo i grandi maestri che non ci sono più come Manfredi, Tozzi, Gassmann, Lionello, Ferri e tutti quelli con cui ho avuto il piacere di lavorare. Riguardo al Bagaglino, in quattro giorni dovevamo imparare un copione. Con il programma abbiamo presentato in modo diverso i politici che sono riusciti a vedersi anche in modo diverso. Pingitore? La mia storia dipende da lui e la sua storia dipende da me. Lui la pensava come me e io la pensavo come lui. È come se lui fosse me e io fossi lui”.