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Piacenza, restano in prigione i carabinieri arrestati nell’inchiesta Odysseus

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Secondo il gip, il gruppo di carabinieri di Piacenza avrebbe la possibilità di manomettere le prove.

Carabinieri PiacenzaContinuano le indagini degli inquirenti sull’inchiesta Odysseus la quale ha portato all’arresto diversi membri dei carabinieri di Piacenza. Inoltre, è stata sequestrata anche la caserma in cui operava l’associazione, quella di “Levante”. In Italia questa è stata la prima volta che una caserma dei carabinieri viene messa sotto sequestro.

Per quanto riguarda i carabinieri arrestati, secondo il gip Luca Milani, dopo gli interrogatori di garanzia, il rischio che il gruppo commetta nuovi crimini è basso dato che sono stati anche sospesi dal servizio. La paura più grande però è un ipotetico inquinamento probatorio delle prove.

Nessuno degli altri indagati avrebbe confermato la versione di Giuseppe Montella

Questo timore ha portato il giudice a declinare la richiesta di revoca o sostituzione della misura più restrittiva, oltre ad una mancata collaborazione. Sembra, infatti, che quasi tutti abbiano negato il coinvolgimento nei reati più gravi rilevati dagli inquirenti, andando in contrasto con quanto dichiarato da quello individuato come capo dell’organizzazione, Giuseppe Montella.

Quest’ultimo, infatti, a differenza dei suoi colleghi ha fatto sapere tramite il suo avvocato di essere disposto ad una collaborazione totale al fine di chiarire le vicende di quel di Piacenza.

Coinvolta nelle indagine anche la compagna di Montella

Nell’operazione, inoltre, sarebbe finita anche la compagna di Montella, Maria Luisa Cattaneo, accusata di complicità. La donna non è stata incarcerata ma messa agli arresti domiciliari dove potrà continuare a lavorare con lo smart working. Inoltre le sarà consentito lasciare l’abitazione per andare a trovare i suoi figli.

Infine, sembrerebbe che nessuno degli indagati sia interessato a presentare ricorso al Tribunale del Riesame anche per evitare ulteriori esiti giudiziari negativi.