Home News Vaccino, il Pfizer ritarda ed il governo è costretto a rivedere il...

Vaccino, il Pfizer ritarda ed il governo è costretto a rivedere il piano vaccini

CONDIVIDI

Nonostante i vaccini la pandemia continua a mietere vittime: Germania chiusa fino a febbraio e picco di vittime in Gran Bretagna.

vaccini
Il governo promette azioni legali nei confronti della Pfizer.

Sono passati solo 20 giorni dalla distribuzione dei vaccini ma il governo sarebbe già costretto a rimettere mano al programma stilato dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il motivo, infatti, sarebbe il ritardo con cui la Pfizer sta distribuendo le dosi.

Nei prossimi giorni sarà rimodulata la consegna dei vaccini

L’obiettivo, inoltre, sarebbe quello di rimodulare la consegna in modo che nessuna regione resti senza dosi e possa procedere nell’effettuare i richiami. D’altro canto però, il commissario per l’emergenza Arcuri avverte, questo porterà ulteriori ritardi nelle consegne.

Il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, inoltre ha avvisato dell’arrivo di misure legali concordate nei confronti della Pfizer. Quest’ultima dal canto suo tramite un comunicato stampa ha comunicato che riprenderà con la distribuzione delle dosi dal 25 gennaio.

Nello specifico il taglio di vaccini del nostro paese sarebbe del 29% passando da 562.770 dosi a 397.800. Non solo ritardi nella distribuzione ma anche nella comunicazione. Infatti, l’avviso di ritardo sarebbe arrivato solo alle 17 di lunedì quando i vaccini sarebbero già dovuti arrivare.

I ritardi sarebbero dovuti dall’aumento della produzione

L’Agenzia europea dei medicinali, inoltre, ha provato a giustificare il ritardo nelle distribuzioni con un aumento della produzione. Quest’ultima scelta avrebbe impedito alla Pfizer di avere abbastanza scorte di materie prime.

Nel resto del mondo, infine, la situazione sembra peggiorare rapidamente. In Gran Bretagna, infatti, è da poco stato raggiunto il picco assoluto di morti mentre in Germania si sta pensando di prolungare il lockdown sino a metà febbraio.

Neanche nel nuovo continente, infine, la situazione sembra rosea, infatti, sono oltre 400mila le vittime raggiunte in America secondo dei dati raccolti dalla Johns Hopkins University. Una situazione, quindi, ancora molto complicata in tutto il mondo nonostante l’avvio delle vaccinazioni.