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Patatine fritte in busta piene di pesticidi: i risultati preoccupanti di una analisi

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Ami le patatine? Una ricerca ha rivelato dati preoccupanti: le patatine in busta sono piene di pesticidi. Cosa hanno rivelato i test?

patate fritte in busta – iStock

Il risultato allarmante dei test condotti da ricercatori svizzeri su diversi marchi di patatine in busta ha svelato che sono piene di pesticidi.

Scopri se le tue patatine preferite fanno parte della lista nera.

Patatine in busta piene di pesticidi

Le patatine in busta sono amatissime da tutti perché irresistibili e sfiziose in qualunque momento della giornata: al cinema, a merenda o dopocena, chi sa resistergli?

Sapete che le patatine in busta non sono proprio un cibo salutare? Hanno un alto contenuto di grassi e zuccheri quindi bisogna mangiarle con estrema moderazione.

Non apportano macro e micronutrienti essenziale per il nostro organismo quindi, in poche parole, potremmo anzi dovremmo farne a meno.

Oltre ad essere ricche di grassi e calorie vuote sono anche piene di pesticidi.

Un’indagine condotta dalla famosa rivista svizzera K-Tipp ha svelato che nelle patatine in busta ci sono alte concentrazioni di pesticidi.

Hanno analizzato diversi marchi di patatine alla paprika e tutte tipologie di largo consumo vendute nei supermercati e nei discount più comuni, come ad esempio Lidl.

In 13 pacchetti di patatine hanno riscontrato la presenza di una preoccupante dose di Clorpropham, un erbicida regolatore della crescita delle piante.

Dal 1 ottobre in Svizzera questo erbicida non potrà più essere utilizzato perché dei test clinici hanno dimostrato che interferisce negativamente con le funzionalità endocrine.

Cosa succede se lo ingeriamo mangiando le patatine in busta che ne presentano grandi tracce? A lungo termine gravi danni alla salute.

Le marche sottoposte all’accurata analisi sono le seguenti:

  • Zwfeifel
  • Zwfeifel bio
  • Qualitè & Prix
  • Snack day
  • Migros Bio
  • Prix Garantie
  • Glubus
  • Snack Fun
  • Spar
  • Denner
  • M-Budget
  • Tyrrell’s
  • M-Classic
  • Chio
  • Fine Food

Pesticidi: Clorpropham e non solo

Le analisi hanno rivelato che il chlorpropham è solo la vetta dell’iceberg: non è l’unico pesticida presente.

Alcune marche contenevano un mix molto tossico di vai tipi di pesticidi.

Ad esempio le Potato Chips Pimenton di Fine Food, vendute alla Coop, presentavano 4 diversi tipi di pesticidi al loro interno e più di 2 volte il livello massimo consentito di piombo (precisamente 1,2 mg/kg di piombo).

La scienza sospetta che l’acrilamide sia una sostanza potenzialmente cancerogena e perciò l’UE ha posto un limite massimo di 750 microg/kg riscontrabile nei prodotti alimentari.

Tutti i marchi analizzati fortunatamente hanno registrato un livello molto al di sotto del limite consentito dall’UE.

Invece trascurabili quantità di 3-MCPD sono state trovate in quasi tutte le buste. È tossico e potenzialmente cancerogeno, derivato dall’utilizzo dei grassi (ad esempio olio di palma) ad alte temperature durante la preparazione.

Fortunatamente i marchi sottoposti all’accurato esame della K-Tipp sono difficilmente trovabili in Italia, ad eccezione delle patatine in busta analizzate vendute alla Lidl o all’Aldi.

Ciò non vuol dire che le patatine vendute in Italia siano migliori, semplicemente ancora non hanno condotto test in merito: potrebbero risultare anche peggio di queste analizzate dalla rivista svizzera.

Per ora se viaggiate fuori dai confini nazionali e mangiate patatine fritte in busta fa attenzione, potrebbero essere aromatizzate al gusto ‘pesticida‘ anziché alla paprika.