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Parigi, attacco vicino all’ex redazione di Charlie Hebdo: due feriti

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L’attacco in strada di fronte gli uffici di Premières Lignes Television. La polizia ha fermato i sospetti attentatori.

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Due le persone ferite, uno è in condizioni molto gravi.

Attacco a Parigi

Sono stati arrestati i due sospettati dell’attentato avvenuto questa mattina, poco dopo le 12, a Parigi, nella zona in cui fino al 2015 sorgeva la sede del giornale Charlie Hebdo.

Come riferisce anche La Repubblica, la polizia ha invitato gli abitarsi a tenersi lontani dalla zona di boulevard Lenoir. Sono almeno due le persone ferite. Dalle prime informazioni si tratterebbe di due impiegati, un uomo e una donna, della società di produzione Premières Lignes Television. La donna sarebbe in condizioni piuttosto gravi, ma nessuno dei due in pericolo di vita.

L’aggressione è avvenuta con un coltello ed un machete.

La Procura ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio in relazione ad un’azione terroristica. L’attentato è avvenuto proprio nei giorni in cui è in corso il processo per l’attacco avvenuto il 7 gennaio 2015 a Charlie Hebdo. In quell’occasione, persero la vita 12 persone. Da allora, la sede del giornale è rimasta segreta.

I giornalisti di Premiére Ligne furono i primi a diffondere, dopo l’attentato del 2015, le immagini dei due killer, i fratelli Kouachi.

Rinvenuto un pacco sospetto

Stando al racconto di alcuni testimoni, un aggressore avrebbe colpito i due dipendenti della società, mentre fumavano in strada. Il primo sospettato è stato fermato dalla polizia intorno alle 13. Gli agenti hanno poi bloccato un secondo sospetto nei pressi della metro Richard Lenoir.

Uno dei due sarebbe di nazionalità indo-pachistana.

L’intero quartiere, in cui è avvenuta l’aggressione, è stato transennato. Vicino al luogo dell’attentato era stato rinvenuto un pacco sospetto ma è stato poi esaminato e si è constatato che non contenesse esplosivo.

Il primo ministro francese, Jean Castex, ha annunciato in diretta tv lo stop immediato alla visita nella Seine Saint-Denis, per recarsi alla cellula di crisi al ministero dell’Interno.