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Omicidio Eleonora Perraro, perizia psichiatrica: il marito rischia ergastolo

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Per l’omicidio di Eleonora Perraro, uccisa a morsi lo scorso settembre, per il marito sono arrivati risultati della perizia psichiatrica. I dettagli.

Eleonora Perraro ed il marito
Eleonora Perraro e Marco Manfrini

Il marito di Eleonora Perraro è tornato in carcere in attesa del processo ed ora arriva la conferma che era in grado di intendere e volere.

La ricostruzione dell’omicidio di Eleonora Perraro

La notte tra il 4 ed il 5 settembre 2019 la 43enne Eleonora Perraro perde la vita a Nago Torbole.
Il suo corpo orrendamente martoriato viene ritrovato la mattina seguente nel giardino del locale “Sesto Grado”.

Salta subito agli occhi l’inaudita violenza di cui è stata vittima, uccisa con calci, pugni ed anche morsi.
La povera Eleonora presentava infatti morsi alla buca, sugli zigomi e sulle labbra.
Proprio il labbro inferiore risulta addirittura asportato.

Oltre alla donna, anche il suo cane ha presentato segni di violenze e maltrattamenti.

Nel mirino degli inquirenti è finito sin dal primo momento il marito, Marco Manfrini con cui la 43enne si trovava nel locale quella sera.

Il marito andrà a processo, gli esiti della perizia psichiatrica

Secondo le ricostruzioni, i due coniugi avrebbero passato insieme la serata come accadeva spesso, in quel locale di Trento.
Per motivi non ancora specificati ad un certo punto tra i due sarebbe scoppiata una lite furibonda finita poi in tragedia.

Il marito quella sera avrebbe esagerato con l’alcol sfociando poi nell’aggressione ma le violenze sulla moglie non erano nuove.

E’ emerso che pochi giorni prima Manfrini era stato davanti al giudice per aver mandato in ospedale la moglie con una lesione allo sterno.

In quell’occasione era stato solo ammonito, mentre in passato il 51enne era stato addirittura condannato: aveva compiuto violenze sessuali, minacce e lesioni personali ai danni di una ex.

Purtroppo l’uomo era ancora libero di agire e sulla scena del delitto era presente la sua dentiera.
Le analisi dei Ris hanno riscontrato tracce biologiche della donna, incastrandolo.

La sua difesa aveva chiesto l’infermità di mente ma dopo quattro perizie psichiatriche il 51enne è stato ritenuto capace di intendere e volere come si legge su Giallo.

Ora Manfrini è tornato in cella e verrà processato: rischia l’ergastolo.