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Milleproroghe: il pagamento dei pedaggi sarà congelato fino a luglio

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Nel decreto Milleproroghe il pagamento dei pedaggi autostradali, con le relative tariffe, resteranno fermi fino a luglio 2021.

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La misura relativa ai pedaggi è stata inserita nella bozza del Decreto Milleproroghe, in esame domani, 23 dicembre, al Consiglio dei Ministri.

La bozza del nuovo decreto

Stando alla bozza del Decreto Milleproroghe, in esame domani al Consiglio dei Ministri, ci sarà tempo fino a luglio 2021 per l’adeguamento dei pedaggi autostradali.

L’aumento o il calo eventuale e, dunque, gli adeguamenti delle tariffe, sarebbero dovuti scattare alla fine di questo anno. Con il decreto, invece, slittano al prossimo.

Parallelamente, si prevede anche il blocco definitivo delle cosiddette trivelle. Si tratta di quelle attività di nuova ricerca e di coltivazione di idrocarburi sia in stato liquido che gassoso in tutta Italia.

Inoltre, il decreto Milleproroghe prevede più tempo per sostenere gli esami di guida per ottenere patente. In pratica, per le domande presentate nel 2020 la così detta prova delle cognizioni si potrà svolgere fino ad un anno dalla richiesta effettuata.

Molte scadenze prorogate al 31/12/2021

Le misure del Decreto Milleproroghe si prospettano parecchio eterogenee. Al momento, la bozza del provvedimento è piuttosto scarna. Consta, infatti, di appena 18 pagine e 22 articoli. La bozza atterrerà sulle tavole del Consiglio dei Ministri, domani, mercoledì 23 dicembre alle 16:00.

Tra le altre proroghe anche quella della stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione, con scadenza al 31 dicembre 2021. Potranno esserci assunzioni a tempo indeterminato per le cessazioni dei rapporti di lavoro che si sono avute dal 2009 al 2012 e dal 2013 al 2018.

Il Milleproroghe prevede anche una dilazione per le assunzioni, si legge:

“a tempo indeterminato in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente”.

E ancora, vengono prolungate anche le norme relative ai così detti i Covid hotel. In pratica, le Regioni e le province potranno affittare strutture a scopo di ricovero fino alla fine dell’anno.