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Tre milioni di italiani hanno rinunciato alle cure mediche per difficoltà economiche

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Secondo un’indagine condotta da Facile.it gli italiani avrebbero rinviato o annullato delle visite mediche per problemi economici scaturiti dal covid.

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Il covid ha messo in ginocchio il sistema sanitario pubblico.

Sono più di 3 milioni gli italiani che sarebbero stati costretti dalle difficoltà economiche a rinunciare a cure mediche, operazioni e visite specialistiche. Il motivo della grande crisi economica di queste famiglie, inoltre, sarebbe da ricercarsi nell’epidemia di covid.

Il tempo di rinvio sarebbe stato in media di 53 giorni

Sarebbe questo il dato emerso dall’indagine sviluppata tra marzo e dicembre 2020 dalla mUp Research Norstat per Facile.it. Inoltre, sarebbero stati 32,8 milioni gli italiani che si sono visti rinviare o cancellare i propri appuntamenti con un tempo medio di rinvio pari a 53 giorni.

I ritardi hanno colpito il 73% dei pazienti con una visita prenotata

Per quanto riguarda esclusivamente i rinvii, quest’ultimi avrebbero interessato 27,9 milioni di cittadini. Un numero a dir poco preoccupante se si pensa che quest’ultimo è composto dal 73,6% di coloro che avevano in programma una visita sanitaria.

Più della metà invece, 13 milioni di persone, ossia un paziente su tre, avrebbe visto venir annullato del tutto il proprio appuntamento. Come detto però se per alcuni il tempo d’attesa si sarebbe prolungato di due mesi, per le visite specialistiche la situazione è stata decisamente più tragica.

Prendendo in esempio tre diverse categorie il tempo di attesa sarebbe stato di: 63 giorni onocologia, 72 cardiologia e 81 ginecologia. Purtroppo però questo non è stato il dato peggiore, infatti oltre 68% dei rinvii non hanno ancora una data d’appuntamento.

La pandemia, quindi, avrebbe messo in ginocchio l’intero sistema sanitario, in special modo quello pubblico. Le visite prese d’esame per l’indagine, infatti, si sarebbero divise tra 54,7% in ospedali pubblici e 45,3% in strutture private.

Inoltre molti cittadini, oltre il 70%, sarebbe ricorso ai propri risparmi per pagarsi le visite mentre il restante 16,6% ha usato i fondi messi a disposizione dall’assicurazione sanitaria.