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Migranti, altri 3 sbarchi a Lampedusa: hotspot stracolmo

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Nuovi sbarchi di migranti sul’isola di Lampedusa. La Guardia Costiera ha tratto in salvo tre imbarcazioni.

migranti

I 128 migranti sono stati quindi trasferiti all’hotspot di Lampedusa, dove si trovano ora 872 persone, a fronte delle 95 consentite.

Fuga di migranti dal centro di accoglienza

Nella serata di domenica si è registrata una fuga di migranti, ospiti del centro di accoglienza di Caltanissetta. 

I fuggitivi hanno forzato un cancello, per poi dileguarsi. Già domenica notte le forze dell’ordine erano riuscite ad individuare la maggior parte dei migranti fuggiti.

Gli ospiti del centro di accoglienza erano tutti risultati negativi al coronavirus, ma avrebbero comunque dovuto rispettare un periodo di quarantena.

A denunciare la situazione è stato il primo cittadino di Calatanissetta, Roberto Gambino.

Subito dopo la fuga, il sindaco aveva lanciato un appello al Governo, chiedendo che non arrivassero più immigrati a Pian del Lago.

Nuovi sbarchi a Lampedusa

Intanto, come riferisce anche l’Ansa, non si fermano gli sbarchi sull’isola di Lampedusa. Tre imbarcazioni, rispettivamente con 106, 13 e 9 migranti a bordo, sono state rintracciate durante la notte, al largo delle coste siciliane, dalle motovedette della Guardia costiera.

I migranti sono arrivati al molo commerciale e poi all’hotspot dove gli ospiti presenti sono arrivati a 872. La capienza massima prevista è di 92.

“A breve verrà inviato personale militare dell’operazione Strade sicure”

ha annunciato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Musumeci si è detto particolarmente preoccupato per la situazione sull’isola, dove, entro pochi giorni dovrebbe arrivare una capiente nave-passeggeri da riservare ai migranti.

Intanto, la situazione in Sicilia si fa sempre più pesante. Alcuni abitanti hanno bloccato tendendo una corda l’unica strada d’accesso al molo commerciale.

“Siamo stanchi, adesso basta”

è stato il grido di rabbia dei lampedusani.