Home News Mascherina addio? Ad Israele non servirà più da domenica

Mascherina addio? Ad Israele non servirà più da domenica

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Se l’utilizzo della protezione a bocca e naso si era da tempo affievolito tra gli Israeliani, oggi una disposizione ministeriale solleva i cittadini dal dubbio se indossarla o meno. All’aria aperta se ne può fare a meno.

Senza la mascherina il giorno della liberazione

Tel Aviv è stata velocissima nella campagna vaccinale. Su 9,3 milioni di abitanti, 4,9 hanno ricevuto solo una dose, mentre 5,3 hanno concluso il ciclo con la seconda iniezione.

All’aperto non serve

Importante al pari delle chiavi di casa, dei documenti e del portafoglio, la mascherina rimane e rimarrà a lungo nella quotidianità degli abitanti di moltissimi Paesi.

Ma non è così per il piccolo ed efficiente stato del Medio Oriente.

Infatti, mentre il governo italiano sta ponderando i pro e i contro di ritornare al ristorante di sera il prossimo mese (ma esclusivamente all’aperto), il ministero della sanità israeliano annuncia che da domenica si potrà fare a meno delle mascherine all’esterno di case e uffici.

Festeggiamenti doppi

Il giorno indicato per liberarsi dal dispositivo sanitario coincide con la più importante delle celebrazioni nazionali: l’indipendenza.

I festeggiamenti per il 73esimo anniversario sono già iniziati e sono costellati da eventi dal vivo.

Netanyahu, quasi al termine del suo mandato, è soddisfatto dei risultati ottenuti. È a capo della nazione che svetta su tutte per il più alto di vaccinati. Quasi il 54% della popolazione è immune.

Così ha ringraziato tutti: il personale medico, i volontari, Albert Burla, amministratore delegato di Pfizer che ha fatto da tramite tra la multinazionale statunitense e il governo.

Ma la popolazione in preda alla felicità doppia, si è già precipitata  su spiagge e parchi spoglia della mascherina.

In sordina rimangono le proteste delle associazioni per i diritti umani (più di 150) che additano una falla: quella della discriminazione razziale nella vaccinazione.

Le ong evidenziano l’esclusione dei Palestinesi che vivono in territorio israeliano, oltre alla penuria di aiuti ai Paesi vicini.